Starchild & The New Romantic: Hangin On
«Don't leave me hanging on the telephone...»
 
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Il figlio (delle stelle e nero) illegittimo di Alan Sorrenti ci fa emozionare, tra poesie scritte sui rotoli di carta igienica e falsetti romantici.

Starchild & The New Romantic
Hangin On

Andrea Murgia
Andrea Murgia

Cos’hanno in comune Alan Sorrenti, lo scrittore americano Lloyd Pye e Bryndon Cook? Semplice: i figli delle stelle. Il primo, naturalmente, per averci regalato uno dei tormentoni più indelebili della musica italiana (e frantumato i timpani con il suo falsetto a ultrasuoni); il secondo per le sue bizzarre elucubrazioni sulla genesi umana e sulla teoria sul teschio del “bimbo delle stelle”; il terzo, proprio perché ha scelto come pseudonimo “Starchild”.

A un’occhiata veloce, crediamo che la scelta del nome non abbia niente a che vedere con quel famoso ritrovamento cranico, né con il baffetto stellare di Napoli. Sta di fatto che il nostro, qui, il pezzo l’ha azzeccato, e alla grande.

Sonorità sognanti, soul e romanticismi anni ‘80 – c’è il sax, quindi in automatico è un pezzo anni ‘80 – alla Prince, e quel vago sentore di Antonello Venditti che non riesco a togliermi dalla testa, fanno del singolo di Starchild & The New Romantic un brano contagioso.

Per contro, il video è davvero brutto e non basta che lui sappia ballare discretamente (conoscete un figlio delle stelle che non sappia danzare?); il momento in cui legge le poesie sul rotolo di carta igienica dentro quella che sembra la cella di una galera, tuttavia, è un must che risolleva le sorti del clip…

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