Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di Humans vs Robots, ed è riservata (in gran parte) agli (link: https://hvsr.net/membership/join text: abbonati).

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

Daniele Luppi & Parquet Courts: Mount Napoleon
Là dove c'era l'erba ora c'è una città
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Milano indie: roba rapida e collosa.

Daniele Luppi & Parquet Courts
Mount Napoleon

Immaginate di camminare per una delle vie più fighe di Milano ed essere colti da una sorta di raptus indie rock (se mai possa esistere, un raptus indie rock).

Immaginate di ritrovarvi con la voglia di prendere un sasso e scagliarlo contro una delle vetrine che urlano “non puoi comprarci!”.

Immaginate, infine, di essere negli anni ‘80, quando l’indie di cui sopra non era ancora stato inglobato dal sistema, dal capitalismo, dalla pubblicità, da quelle robe lì.

Ovviamente, occorrono chitarre e coretti nel classico stile Parquet Courts che, assieme a Daniele Luppi (uno che si circonda sempre di fior di collaboratori, come nell’ultimo Milano dove troviamo anche Karen O degli Yeah Yeah Yeahs), danno vita a una canzone pop mezza infoiata e mezza rilassata.

Nel ritornello si rivede tutto lo stile della band di New York, quella sorta di assalto gentile all’unisono interrotto improvvisamente.

Tutt’attorno, Luppi costruisce un’esile cattedrale noir che ci ricorda come questa musica sia poi stata inglobata, negli anni a venire: prima era alternativa, poi ha cominciato a esser scelta da direttori creativi per spot, divenendo organica al sistema (quel che scrivo vi pare abbastanza marxista?). Infatti, la scelta di scagliarsi contro un marchio come Cartier è già di per sé significativo: quanti altri gruppi lo farebbero, oggi?

Ma questo non è un problema vostro: voi dovete ancora trovare un sasso.

Andrea Macrì
Andrea Macrì

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