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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

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Black Rebel Motorcycle Club: Little Thing Gone Wild
1953, Marlon Brando alla première de 'Il Selvaggio'
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Tutto ancora, sempre e comunque, molto #Yeah.

Black Rebel Motorcycle Club
Little Thing Gone Wild

Nonostante, quando apparirono per la prima volta sulle scene, una certa frangia della stampa specializzata e qualche promoter abbia tentato di dipingerli prima come i nuovi Velvet Underground e poi come la versione patinata da MTV dei Jesus and Mary Chain, i Black Rebel Motorcycle Club sono sempre stati un gruppo dal profilo relativamente basso: poche comparsate e tanti concerti, pochi videoclip da broadcast a dispetto di sette album raramente deludenti, pochi fronzoli fumosi che hanno costantemente lasciato in bella vista quell’arrosto stuzzicante e cotto bene, che in bocca ha sì più o meno sempre lo stesso sapore, eppure non ti stanchi mai di ritrovare in tavola, a casa di nonna.

Little Thing Gone Wild anticipa (finalmente) il nuovo album Wrong Creatures, in uscita a gennaio, e torna a pescare a piene mani da quel sacco che i Nostri, nel loro girovagare, son sempre stati attenti a non dimenticarsi a casa: le origini. Un rock compresso dal piglio blues nonostante i tratti levigati, annegato in una psichedelia grezza dai suoni perfettamente sporchi, che va a braccetto con un video multi-esposto in cui il vecchio trucco dello “split-frame” ribadisce come – anche e soprattutto quando si parla di rock’n’roll – tre rimanga il numero perfetto.

Messa così, potrebbe anche sembrare l’ennesima raschiata sul fondo del barile del tempo che fu, ma ricordiamoci che questa è una delle poche band che all’alba del nuovo millennio – un periodo storico in cui “tutto” era morto e durante il quale, se volevi specificare una sorta di appartenenza dichiarata a un vago concetto di “punk”, dovevi inserirlo tra parentesi nel titoloè riuscita a permettersi uno strascicatissimo “Yeeeah!” nel ritornello di una canzone senza risultare ridicola.

Il tempo passa per tutti, Marlon Brando è andato al Creatore e badare al sodo, oggi, non è più una nota di merito, ma le giacche di pelle son tornate a far capolino anche nelle vetrine di Zara e, sulle spalle dei BRMC, sembrano calzare ancora a pennello.

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