King Krule: Half Man Half Shark
Sembra buono, ma dietro quella faccia si nasconde il diavolo
 
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King Krule, lentiggini, capelli rossi e faccia da schiaffi, è il musicista più bastardo in circolazione.

King Krule
Half Man Half Shark

Andrea Murgia
Andrea Murgia

Non fatevi ingannare dall’aspetto tutto lentiggini e capelli rossi. No no, siete fuoristrada: King Krule è il diavolo.

Te ne accorgi subito, quando apre bocca per cantare con quella voce da basso da far tremare i mobili belli del salone di casa. Deve avere pure un caratterino niente male, visto che si è permesso il lusso di rifiutare una collaborazione con Frank Ocean, mica l’ultimo arrivato, per lavorare sul materiale che sarebbe poi finito su The Ooz, in uscita a ottobre per XL Recordings.

Proprio da lì arriva Half Man Half Shark, pezzaccio post-rave culture, post-punk, post-jazz, post-ecc. Girato con un retro-effetto VHS, il video ricorda nostalgicamente gli anni ‘90 – il ragazzo è del 1994: quale nostalgia potrà avere, noi non lo sappiamo… – e l’età dell’oro dei rave party inglesi in cui si ballava per ore, si sudava come porci e ci si drogava a manetta (stabilite voi l’ordine corretto delle tre azioni).

King Krule, novello Elvis Costello post-atomico, è uno dei nostri preferiti, nonostante sia così maledettamente bastardo. Mia mamma lo diceva sempre: mai fidarsi dei rossi, e la politica non c’entrava.

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