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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

King Krule: Half Man Half Shark
Sembra buono, ma dietro quella faccia si nasconde il diavolo
↤ Tracce

King Krule, lentiggini, capelli rossi e faccia da schiaffi, è il musicista più bastardo in circolazione.

King Krule
Half Man Half Shark

Non fatevi ingannare dall’aspetto tutto lentiggini e capelli rossi. No no, siete fuoristrada: King Krule è il diavolo.

Te ne accorgi subito, quando apre bocca per cantare con quella voce da basso da far tremare i mobili belli del salone di casa. Deve avere pure un caratterino niente male, visto che si è permesso il lusso di rifiutare una collaborazione con Frank Ocean, mica l’ultimo arrivato, per lavorare sul materiale che sarebbe poi finito su The Ooz, in uscita a ottobre per XL Recordings.

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King Krule: Comet Face

Proprio da lì arriva Half Man Half Shark, pezzaccio post-rave culture, post-punk, post-jazz, post-ecc. Girato con un retro-effetto VHS, il video ricorda nostalgicamente gli anni ‘90 – il ragazzo è del 1994: quale nostalgia potrà avere, noi non lo sappiamo… – e l’età dell’oro dei rave party inglesi in cui si ballava per ore, si sudava come porci e ci si drogava a manetta (stabilite voi l’ordine corretto delle tre azioni).

King Krule, novello Elvis Costello post-atomico, è uno dei nostri preferiti, nonostante sia così maledettamente bastardo. Mia mamma lo diceva sempre: mai fidarsi dei rossi, e la politica non c’entrava.

Andrea Murgia
Andrea Murgia

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