New Music

Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

Tracce

... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

Storie

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Autori

Chi siamo

Cerca...

Johann Sebastian Punk: Tragedy
Mario Balotelli in aperta contestazione con la stampa sportiva internazionale

Il pasto nudo e crudo.

Le regole del gioco sono semplicissime. Prendete uno dei vostri album preferiti e mischiatene la tracklist così che i titoli, messi in fila uno dietro all’altro, formino un discorso più o meno sensato.

Ripetete l’operazione con un altro disco. Ecco così pronte le due strofe principali del vostro nuovo singolo e voi dovrete preoccuparvi soltanto di trovare un ritornello che funzioni (oddio, con queste premesse, più o meno “qualunque” ritornello funzionerà!).

Insomma, una specie di Parolandia per bambini cresciuti (a pane e William Burroughs, per la precisione), applicato alla composizione di testi per la musica e che – a livello di sbattimento generale – sta giusto un gradino sopra il Thom Yorke di Kid A ed Amnesiac (si narra tirasse fuori a caso da un cappello foglietti di carta con su scritte le parole: tu chiamalo, se vuoi, “cut-up method”) e giusto un gradino sotto il ben noto Verbalizer di David Bowie.

La cosa buffa è che funziona, almeno a vedere quello che fa Johann Sebastian Punk con Revolver dei Beatles e Aftermath dei Rolling Stones nel suo ultimo pezzo Tragedy, tratto dal nuovissimo Phoney Music Entertainment ed ennesima prova di perizia estrema nel campo della “musica rocambolesca”: baroque-pop e surf-punk rallentato, glam-rock e teatralità pura, tutto rigirato col mestolo in un unico calderone visionario che prova a sciogliere il significato della parola dentro il suo stesso suono.

Processo, questo, addirittura estremizzato nel video, dove un Massimiliano Raffa a metà tra Peaches e Arturo Brachetti finge di partecipare a un ipotetico casting per sosia di Vladimir Luxuria, mentre ci accompagna in un karaoke fonetico attraverso sottotitoli universalmente leggibili, in quanto scritti – sarebbe meglio dire “pronunciati”, i più impertinenti potrebbero azzardare “storpiati” — secondo le regole dell’IPA.

No, non la birra: l’International Phonetic Alphabet.

Johann Sebastian Punk 

Siamo su Substack! Iscriviti per ricevere la newsletter e sapere quando pubblichiamo nuovi contenuti!