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Primus: The Seven
Oggi, qui, lavora Jerry: l'ex pilota automoblistico
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Il nuovo singolo dei Primus, senza un videoclip pazzesco come negli anni ‘90. Un momento: dalla regia c’informano che non siamo più nei 90’s.

Primus
The Seven

A fine mese uscirà The Desaturating Seven, il nuovo album dei Primus – il primo di inediti dal ritorno del batterista Tim “Herb” Alexander (Primus & The Chocolate Factory… del 2014 era una rivisitazione della colonna sonora del film Willy Wonka E La Fabbrica Di Cioccolato, infatti).

Insomma: la cara, vecchia formazione dei primi anni ’90. Un’epoca di lavori eccellenti, grande successo commerciale e popolarità irripetibile per il gruppo di San Francisco. All’apice o quasi della cultura/influenza di MTV, parte di quell’ascesa era dovuta anche ai loro pazzeschi videoclip (mettiamo al primo posto Wynona’s Big Brown Beaver).

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Per il momento dobbiamo accontentarci di un comune lyric-video, per questa canzone ispirata al libro per bambini The Rainbow Goblins. Quando si parla dei Primus, a onor del vero, “accontentarsi” è un termine scivoloso. Ai bei tempi Les Claypool e soci hanno fissato degli standard sonori, lirici ed estetici molto alti – comunque rispettati anche negli anni successivi, nonostante il calo d’estro e i rovesci di mercato.

The Seven ci piace: possiede un’eco sinistra e ossessiva che ricorda un po’ quella di My Name Is Mud, ma allo stesso tempo non è una cover di se stessi. Guai se lo fosse, d’altronde: rimpiangiamo i Primus del 1995, anzi rimpiangiamo il 1995 intero, ma desideriamo apprezzare pure quelli del 2017.

Angelo Mora
Angelo Mora

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