Margo Price: A Little Pain - Recensione e video su HVSR.net
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Margo e lo zio Jesse se la ridono alle spalle dello sceriffo Rosco P. Coltrane

Margo Price

A Little Pain

I 340 chilometri che separano Nashville da Memphis li si può percorrere anche in 2 minuti e 55 secondi. Margo Price, eroina del country fuorilegge 2.0 accasata presso la Third Man Records di Jack “so-riconoscere-i-talenti” White, lo fa in una canzone d’altri tempi titolata A Little Pain.

Sapete com’è, Nashville è la capitale mondiale della musica country e Memphis il cuore pulsante del vecchio soul. Il bianco e il nero. Miss Price li unisce in un pezzo che la porta in nuovo territorio rispetto al folgorante debutto di Midwest Farmer’s Daughter dove s’impossessava del meglio country anni ’70 e intanto cantava la sua storia di figlia di un contadino alla ricerca di felicità e dignità, possibilmente senza l’aiuto di una bottiglia di qualcosa e magari senza avere al proprio fianco un bastardo d’uomo.

Nel testo Price cita Levon Helm e offre il ritratto di una «everyday American girl» che si spacca la schiena, una vita tutta lavoro e niente divertimento. Ma in fin dei conti, canta lei con quel suo timbro penetrante e lievemente nasale, un po’ di dolore non ha mai fatto male a nessuno.

Sì, è una canzone fuori da ogni parametro della contemporaneità e non fa per niente figo: e allora?

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