Bully: Feel The Same
Volevo solo tagliare nastri magnetici
 
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Bully: la ragazza che giocava coi Revox, alla guida del nuovo punk targato Nashville.

Bully
Feel The Same

I Bully sono una band di Nashville; esistono da tre anni, han pubblicato due album. Il loro batterista si chiama Stewart Copeland, ma non è quello Stewart Copeland. Soprattutto, i Bully sono la risposta certa a una serie di domande che capita, prima o poi, di sentirsi chiedere, se frequentate gente che non ascolta un disco nuovo dal 1991.

“Ma ci sono band che usano ancora le chitarre? Cioè, LE CHITARRE.”
“Ma ci sono ancora band incazzate?”

A cena con gli amici, negli spogliatoi del calcetto, dopo il corso di yoga. Rispondete “Bully” a ognuna di queste domande.

In particolare, snocciolate questa canzone, Feel The Same: un pezzo dritto, corto, essenziale, col basso killer e chitarre stridenti il giusto, che segue la regola aurea del punk (non più di tre accordi) e la regola aurea del rock (non più di due minuti e mezzo). Certo, il missaggio ha prediletto la voce e gli overdub di Alicia Bognanno, cantante e leader, alle chitarre. Ma questo non compromette la portata autentica del pezzo.

Tra l’altro, Alicia è da portare come esempio di stagista di successo. Dopo la laurea alla Middle University del Tennessee in tecniche di registrazione audio, ha fatto pratica agli Electrial Studios di Steve Albini, a Chicago; gli stessi da cui arrivano i microfoni usati per l’incisione di In Utero, che Albini ha deciso di mettere all’asta.

Bully: la giusta risposta allo scoramento generale. Dal 30 ottobre, disponibile in blister da 12 pezzi.

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