UNKLE: Looking For The Rain
Son solo, ma ho ottimi amici
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Dal 1998 la sigla UNKLE evoca un concetto preciso: plasmare il futuro della musica facendo combriccola. James Lavelle, oggi, ha ancora voglia di far gruppo.

UNKLE
Looking For The Rain

Era il 2010, quando James Lavelle riusciva finalmente ad arpionare Mark Lanegan: «Un sogno che si avvera», disse. Allora, l’ombroso poeta degli Screaming Trees prestava il suo ruvido malessere all’album degli UNKLE When The Night Falls.

Oggi Lavelle lo coinvolge nel disco The Road Part 1, nato da un’esperienza che l’ha molto divertito: l’organizzazione del Meltdown Festival 2014 di Southbank, a Londra.

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Looking For The Rain è un pezzo nato per essere ascoltato al buio, con gli occhi fissi sul suo video – no, non è l’effetto automatico di un lettore multimediale, bensì un “visual” articolato che cresce in sincrono col brano. E la voce di Lanegan è il consueto graffio soave, carezzato da un crescendo di archi.

«Ragazzi nati per lo sballo / volgete lo sguardo verso l’alto / che qui in basso bruciamo noi». Un attacco perfetto che, sussurrato da Mark, potrebbe quasi essere un inno generazionale. Per la serie: noi il danno l’abbiam già fatto, ma per voi c’è un’altra via possibile; quale sia, è tutto da vedere.

Nel frattempo, comunque, aspettiamo che piova.

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