Tracce 

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Orden Ogan: Gunman
John Wayne, uguale
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Gli Orden Ogan giocano a fare “Il Grasso, Il Brutto e Il Cattivo”, ma si fanno perdonare con un trascinante anthem powermetallaro.

Quando mi viene da perculare un genere come l’hip hop italico, che al di là dei socialisti col Patek Philippe sa offrirci anche originalissime imitazioni gangsta («Come un cono gelato mi sciolgo quando lei mi lecca / Dalla tua troia in strada, baby, sai che prendo la stecca» – chi l’ha scritto?), cerco di fare un bagno di umiltà tenendo a mente che a me piacciono gruppi come i tedeschi Orden Ogan, ai quali dovrebbe essere proibito per legge girare un videoclip.

Il video di Gunman è la cosa più raccapricciante da quando Jon Bon Jovi giocava a fare il cowboy in quello di Blaze Of Glory, superato solo (ma di poco) da I Cowboy Non Mollano di Max Pezzali. Con la differenza che Bon Jovi (ma anche Pezzali) sono la metà di Sebastian Levermann, che invece sembra un grizzly che s’è arrampicato sulle montagne rocciose (la chicca, comunque, è un’altra: al minuto 1:04 una donna cade trafitta dai proiettili, sprigionando fasci luminosi dalle tette).

Ma al di là del gusto notoriamente raffinato che alberga da sempre in certe formazioni metallare, diamo merito agli Orden Ogan di essere tra gli ultimi alfieri di un certo livello di quel power metal che, tra la fine dei ‘90 e l’inizio dei ‘00, aveva spopolato nel genere. Gunman è un pezzo per ricordare quel periodo e dire: io c’ero!

Orden Ogan