Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

Poison Rites: City Abuse
Veleno per uomini e topi
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Rock’n’roll coi freni (auto)sabotati, dal Colorado, senza paura di perdere la reputazione. Anzi, allo scopo di perderla!

Poison Rites
City Abuse

Per molti musicisti giovani il rock’n’roll è ancora una cosa seria, nonostante una certa deriva macchiettistica ad altissimi livelli. A questo proposito, scegliete un’istantanea del grottesco fra le seguenti:

a) i Rolling Stones settuagenari che si ostinano a cantare Let’s Spend The Night Together (in quale reparto dovremmo passarla, esattamente, questa fatidica notte assieme?)

b) gli AC/DC con Axl Rose alla voce (azzoppato e spaparanzato sul trono di fave)

c) il “tour d’addio” degli Scorpions (che va avanti dal 2010: sì, anche Ozzy Osbourne e i Kiss fanno questo trucchetto da anni, ma in genere i tedeschi mantengono le promesse)

Dicevamo, scusate: per gente che ha poco da guadagnare (economicamente) ma nulla da perdere (moralmente), come gli americani Poison Rites, si tratta tuttora di una faccenda molto importante.

Lo dimostra il loro omonimo, fresco disco di debutto: dieci pezzi e una pioggia di riff avvolti dal filo spinato, lanciati a velocità molesta lungo i binari di un suono “lo-fi”, violento e frastornante.

Chiaro: una canzone vale l’altra, più o meno (abbiamo scelto questa solamente perché è l’unica che si trova sul Tubo!). Tanto sono tutte uguali e, soprattutto, belle. E se aveste pure tempo e voglia di leggere questa intervista in inglese, capireste che i quattro ragazzi di Denver, nel 2017, hanno capito tutto. Ma proprio tutto.

Angelo Mora
Angelo Mora

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