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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Grizzly Bear: Three Rings
I'm forever blowing bubbles

Dopo una lunga pausa, il gruppo newyorkese “ruggisce” di nuovo in modo soave, tra voce sognante e percussioni krautrock. Ehi, gli orsi ruggiscono o bramiscono?!

Mancavano dal 2012, i quattro di Brooklyn, e sinceramente ne sentivamo la mancanza.

Qui i Grizzly Bear emergono di nuovo in maniera limpida con la loro miscela di percussioni afro, free jazz ed electro, dimostrando che la pausa non ne ha intaccato la verve compositiva. Anzi.

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Grizzly Bear: Losing All Sense

Il video è brutto, molto: su questo non si discute. La traccia è notevole, però, con la voce sognante di Ed Droste che ti agguanta – per raggiungere vette elevate assieme – e con quel drumming “krautico” e ipnotico che impedisce al piedino di stare fermo.

Per tanti artisti o pseudo tali, un lustro equivale a mezzo secolo nel frenetico e smemorato music business odierno. Il gruppo americano e la sua qualità intrinseca, tuttavia, se lo possono permettere.

Grizzly Bear 

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