Wire: Brio
Men in black
 
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I Wire sono tornati: dopo il periodo punk, quello progressive, quello techno, quello darkwave, il divorzio e la reunion, pubblicano ora il loro 15esimo disco...

Wire
Brio

Non esattamente una “new sensation”, i Wire: in giro dal 1976, passato il periodo punk, quello progressive, quello techno, quello darkwave, superato il divorzio e già approdati alla reunion, pubblicano ora il loro quindicesimo studio-album.

Eludendo il singolo Short Elevated Period, un power pop di tutto rispetto (alla maniera dei Wire, quindi comunque spigoloso), ci concentriamo su quella piccola gemma che è Brio. Traccia semiacustica, notturna, vagamente psichedelica. E bellissima, piacevolmente indecisa tra Porcupine Tree e Pink Floyd (non a caso la band di Colin Newman ebbe per un certo periodo il nomignolo di Punk Floyd).

Cercate di ascoltare anche il resto del disco, però: merita e, nel caso, occhio alla tiratura limitata del CD, con libretto di ottanta pagine curato dallo scrittore e attore Graham Duff.

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