Roger Waters: Smell The Roses - Recensione e video su HVSR.net
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In un momento di allegrezza, Roger fa un selfie con un vecchio amico - the wall

Roger Waters

Smell The Roses

Sembrava che l'anzianità avesse ammorbidito il supremo paranoico del rock: dopo aver lavorato alla granitica opera Ça Ira (nel senso di opera lirica, non opera rock), si era episodicamente ricongiunto con la band che ebbe a tradirlo, aveva girato il mondo portando la grandeur del proprio repertorio e aveva in generale dato l'impressione – anche fisica – di un signore relativamente in pace.

Ahilui, ahinoi, il demone della guerra, uno tra quelli che più hanno segnato la sua vita, non dorme mai. E la reazione istintiva del settantaquattrenne Waters è un fulmineo flashback di quarant'anni e più.

Smell The Roses , primo brano solista apparso dopo venticinque anni di pausa, è quasi sovrapponibile a Pigs di Animals (con echi di Have A Cigar). Qualunque sia il contributo di Nigel Godrich, produttore diventato star grazie ai Radiohead, è quasi intangibile, perlomeno in questo primo singolo da Is This The Life We Really Want? (il quarto album del nostro uomo senza i Pink Floyd).

Di per sé, il reset sonoro non sarebbe nemmeno particolarmente deludente (posto che Pigs non era uno di quei pezzi che scaldava i cuori). Ma il testo è il punto debolissimo dell'ennesima invettiva contro i meccanismi bellici – e forse non potrebbe essere diversamente, da chi ha già dato alcune delle strofe più alte mai scritte sull'argomento.

La laconica lucidità di Us And Them (ma anche lo struggimento di Vera o la passione indignata di When The Tigers Broke Free) non possono più tornare: nessuno lo pretende. Ma come spesso gli capita (per esempio in molte pagine del floydiano The Final Cut, in fondo il suo primo vero disco solista), Waters è talmente obnubilato dalla rabbia da diventare confuso e contorto.

L'unica curiosità da segnalare è la conclusione con citazione da Light My Fire dei Doors. Un brano del 1967, quasi a rimarcare un'altra volta che il tempo passa, ma il futuro non gli pare aver preso le distanze dal passato.

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