Iggy Pop: Asshole Blues
Iggy mentre legge HvsR e ragiona sulla veridicità della storia ivi raccontata
 
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Buona Pasqua con l'Iguana, nel sacro nome del blues!

Iggy Pop
Asshole Blues

Pensavamo di sapere tutto del blues prebellico, credevamo che gli archivi fossero stati ampiamente setacciati, eravamo convinti che non ci fossero più gemme da scoprire. E invece l’appassionata ricerca di un team di discografici, cui va il nostro incondizionato plauso, ha riportato alla luce questa canzone, databile attorno al 1929. È attribuita a un certo Iggy Pop di cui non troviamo traccia nei testi sacri del blues.

Interprete evidentemente minore, che anticipa addirittura lo stile di Robert Johnson che in quel 1929 ancora non aveva inciso nulla, Pop registra alla bell’e meglio un blues nell’anno in cui Charley Patton pubblica il capolavoro High Water Everywhere, dedicato all’epopea della grande alluvione del Mississippi. Questo Pop pare più interessato a raccontarci le sue faccende personali e nel testo se la prende, in particolare, con un individuo che evidentemente gli crea non poche grane. Persino il pensiero di questa persona, cui vengono attribuiti tratti diabolici, gli risulta odioso.

È alquanto intrepido per l’epoca l’uso della parola “asshole”, ad esempio nella frase «asshole, when are you gonna die?», che potremmo tradurre con un po’ d’audacia come «canaglia, quando tirerai le cuoia?».

Pur essendo esperti di blues, non avevamo mai sentito nulla del genere, certamente non in un 78 giri risalente a novant’anni fa. Vogliamo sbilanciarci: questo Pop potrebbe avere anticipato il punk.

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