Tracce 

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Damian Marley: Medication
I love ya (o Jah?)
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La famiglia Marley, eternamente devota al reggae e alla marijuana: parola di Damian, questa volta.

«Sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha dell’urna», scriveva Ugo Foscolo (Dei Sepolcri). Se è davvero così, il buon Bob Marley deve gioire parecchio dal regno di Jah dove si trova ora: non c’è figlio che porti il suo cognome – di quelli illegittimi non ci è dato di sapere – che non abbia generato musica con la stessa matrice genetica del padre e in onore suo.

Nella fattispecie Damian, che ha pronto un album nuovo di zecca, lascia trapelare questo pezzo coniato con il fratello Stephen e dedicato all’amica ganja: l’erba medica e sacra della tradizione del rastafarianesimo. Egli, d’altro canto, è noto anche per aver riconvertito un terreno di circa ventitremila chilometri in una coltivazione di marijuana!

Medication è un inno a Mary Jane e al suo potere taumaturgico, che si esprime con un groove reggae di reminiscenza “roots” – aggiornato, però, in chiave più patinata, adatta a rinverdire nel 2017 l’intramontabile religione del “one love”.

Damian Marley