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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di Humans vs Robots, ed è riservata (in gran parte) agli (link: https://hvsr.net/membership/join text: abbonati).

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

Life Of Agony: A Place Where There's No More Pain
Broccolino's finest
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Più forti di tutto e tutti: gli insuccessi, gli alti e bassi artistici e personali, i cambiamenti di sesso. I Life Of Agony tornano a macinare metallone melodico made in NYC come solo loro sanno fare.

Life Of Agony
A Place Where There's No More Pain

Un quartetto cresciuto a pane, chitarre e schiaffoni nella New York hardcore di fine anni ’80 (una scena dove la virilità esibita era nel kit di base). Troppo tardi per salire sul carrozzone dei pionieri, ma al posto/momento giusto per cavalcare la contaminazione metallica. Ai Biohazard sarebbe andata meglio, commercialmente, ma i più talentuosi e anticonformisti erano i Life Of Agony.

Oggi li ritroviamo con la stessa formazione – d’altronde sono parenti e amici, cresciuti assieme nella Brooklyn italoamericana – e con immutata brillantezza, almeno nel primo singolo del nuovo disco. Pesanti come una cosa davvero pesante, col tipico groove schiacciasassi, eppure perfettamente melodici e orecchiabili, senza incompatibilità o forzature (vedi “moderni” obbrobri tipo Asking Alexandria).

Nel frattempo, il cantante Keith Caputo ha cambiato sesso e oggi si chiama Mina. Non è un omaggio alla Tigre di Cremona, crediamo; nel dubbio, la sua ugola è rimasta graffiante e versatile. La transizione può cambiare i connotati estetici di un vero cane randagio della Grande Mela, ma non la sua quintessenza rock’n’roll.

Angelo Mora
Angelo Mora

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