Coldplay: Hypnotised
Colori tenui, gusto pulito
 
← Music discovery

Troppo facile sparlare dei Coldplay. Certo, loro a volte ce la mettono tutta per farsi mettere la nota sul registro, ma noi amiamo grattare in superficie. E anche più a fondo.

Coldplay
Hypnotised

Paolo Madeddu
Paolo Madeddu

Per chi da anni difende i Coldplay con l’abnegazione di un Daniel Passarella, si fa sempre più dura. Con Hypnotised siamo apertamente alla musica da ascensore, alla ballad stirata e prolungata alla Free Bird dei Lynyrd Skynyrd (sessantasette milioni di ascolti su Spotify, en passant), accompagnata da un lyric-video con aquile in volo, fiori e cascate - a completare un medioevo sonoro popolato da antichi mostri della Muzak come Stephen Schlaks e James Last, spietati teorici del sottofondo melenso.

Una tisana cantata, un mandala perfettamente superficiale che trova la sua forza nella deliberata prevedibilità degli arpeggi e nell’impalpabilità delle strofe.

Che dire: è già da qualche anno che noi estimatori, durante riunioni segrete ci chiediamo (incappucciati) se ci sia vita su Martin o se, una volta uscito dal giogo dell’arpia Gwineta, abbia perso completamente quella inconsolabile malinconia occidentale che lo rendeva capace di picchi inarrivabili di quieta disperazione.

L’ipotesi tra i lealisti è che la serenità lo stia guastando. Perciò Gwineta, per piacere: torna ad affliggere quest’uomo, fallo per chi gli vuole bene (e in effetti, anche per chi gli vuole male).

Rimani aggiornato: inserisci qui la tua e-mail (zero spam, promesso)

Humans vs Robots è un progetto di HVSR Media, società di diritto caymano finanziata al 90% dal k0llett1v0 Buonisti col Rolex. Tutti i diritti riservati.

Privacy Policy Cookie Policy