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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Chris Cornell: The Promise
Espressione che dimostra che Cornell, ogni tanto, si ricorda di quel disco di dance elettronica inciso con Timbaland
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Chris Cornell possiede ancora dei gran bei muscoli vocali: perché non metterli in evidenza?

La voce intensissima per antonomasia si concede alla colonna sonora di The Promise (da noi potrebbe intitolarsi La Promessa, ma poi sembrerebbe un’opera italiana), un film di Terry George con Christian Bale sul genocidio degli armeni – curiosamente, sul sito IMDB il voto di ottantamila utenti era già impietosamente basso quando la pellicola era stata vista da quattrocento sole persone in anteprima a Toronto, il che fa un po’ pensare.

Il pezzo, opportunamente epico, ha dei passaggi melodici inconsueti per Cornell, forse stimolato dal tema o dal resto della colonna sonora (affidata a Gabriel Yared), e ha un registro solenne piacevole, forse un po’ piacione, quasi dimostrativo, come se ne approfittasse per mettere in mostra i muscoli vocali. Ma come si suol dire: ce li ha e mica li può nascondere.

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Chris Cornell: You Don't Know Nothing about Love

Lo si perdona perché tutti i proventi della canzone sono devoluti all’International Rescue Committee – e poi lo si perdona perché Cornell riuscirebbe a rendere intensissimo anche Il Pulcino Pio (ora state immaginando Il Pulcino Pio cantata da lui, vero? Potenzialmente, un rabbioso inno generazionale).

Chris Cornell