Tracce 

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Body Count: No Lives Matter
Ne ferisce più la spada che la penna
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Il vecchio Ice T sente profumo di scontro frontale in America e mobilita i Body Count per agitare ulteriormente le acque.

Il vecchio Ice T sente profumo di scontro frontale in America e come nel 1992, quando con George Bush (senior) presidente pubblicò Cop Killer, mobilita i Body Count per agitare le acque. “Black Lives Matter”, dicono i leader della protesta contro le violenze dello stato contro i neri. “All Lives Matter”, rilanciano altri: annacquando il messaggio, secondo il rapper. Che taglia corto: No Lives Matter.

In un appello all’unità popolare e multirazziale contro il potere, Mr. Marrow spiega: «In the eyes of the law, black skin has always stood for poor / When it comes to the poor, no lives matter». Il metallone anni ‘90 in sottofondo non è molto cambiato rispetto agli anni d’oro della band, ma quello che risulta strano, spiazzante, affascinante ed emblematico insieme è che il brano sia così spezzettato da parlati che non sono rap, ma quasi “spoken word”, un po’ come se il rap (… che è il rap. Ricordate? La CNN del ghetto) non fosse più sufficiente a veicolare la comunicazione politica.

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Chissà se vale per tutto il genere o solo per questo sessantenne che lo fa da sempre.

Body Count