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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Klone: People Are People
D'altronde la band di Dave Gahan deve il proprio nome, alla lingua francese...

Alzi la mano chi conosce i Klone. Ecco, appunto.

I Klone sono la classica band di culto che meriterebbe una popolarità cento volte maggiore e che, invece, festeggia quando riesce a racimolare un trafiletto in basso a destra su Les Inrockuptibles. Ed è un vero peccato perché sono bravi, per quanto non abbiano tempestività od originalità di approccio tra le loro doti principali.

Discendenti per linea direttissima da gente come Anathema e Katatonia (tipo «suonavamo metal e ora ci siamo evoluti, ma continuiamo ad essere tristi e melanconici»), questi francesi si sono inventati di fare un disco di canzoni unplugged: operazione davvero trendy – sì, una ventina di anni fa. Non paghi, hanno pure pensato di piazzare in mezzo un pezzo dei Depeche Mode. Con buona pace del fatto che, tra gli anni ‘90 e ‘00, i gruppi metal che NON hanno coverizzato i Depeche Mode sono stati poco meno di una decina, di cui tre in Corea del Nord.

Eppure… Eppure i Klone riescono nell’impresa: fare una cover che non sembri una mera scimmiottatura dell’originale; cambiare i connotati a un brano senza fargli male; metterci del proprio senza che sia troppo, o altro, rispetto alla materia di partenza. Mica banale.

Klone 

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