Tony Iommi: How Good It Is
«No, Sharon, non c'è posto per te in Paradiso»
 
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Mr. Black Sabbath ha composto e registrato un brano inusuale, assieme al coro della cattedrale di Birmingham e al violoncellista George Shilling. Un omaggio alla sua stessa città natale e al Salmo 133 della Bibbia: perplessi?

Tony Iommi
How Good It Is

Angelo Mora
Angelo Mora

Il chitarrista dei Black Sabbath ha composto un brano inusuale, poi registrato assieme al coro della cattedrale di Birmingham e al violoncellista George Shilling – con la, ehm, benedizione dell’arciprete locale, Catherine Ogle. Si tratta di un omaggio alla sua stessa città natale e al Salmo 133 della Bibbia, messaggero di pace e armonia. Perplessi? Beh: sulla carta anche noi preferivamo lo Iommi strafatto di cocaina che sparava cupissimi riff di chitarra per la vociastra di Ozzy, negli anni ’70. Al contempo, non abbiamo alcun dubbio sul fatto che How Good It Is suoni più genuina, sentita e soprattutto ispirata dell’ultimo disco dei Sabs - il plasticoso e “Osbourne-oriented” 13. Per cui, al diavolo i luoghi comuni e viva il chierichetto Frank Anthony Iommi (da alcuni anni in lotta finora vincente col cancro, peraltro).

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