The Flaming Lips Feat. Miley Cyrus: We A Famly
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Negli ultimi anni Wayne Coyne non è stato un buon testimonial per le droghe. Dopo un disco insieme a nome di Miley Cyrus, il favore è restituito dalla popstar nel brano che conclude il nuovo album dei Flaming Lips.

The Flaming Lips Feat. Miley Cyrus
We A Famly

Paolo Madeddu
Paolo Madeddu

Negli ultimi anni, Wayne Coyne non è stato un buon testimonial per le droghe. Album faticosi, fastidiosi dissin con altri artisti, boutade tipo presentarsi in aeroporto con una bomba a mano (disinnescata) in valigia, o postare video di signorine nude senza il loro consenso, hanno finito per portargli un po’ di insofferenza nell’ambiente musicale, ma anche – e dà da pensare – una nuova migliore amica: Miley Cyrus, che gli manda foto di se stessa mentre sta urinando (a lui ovviamente non par vero). Dopo un disco insieme a nome di lei (Miley Cyrus & Her Dead Petz), il favore è restituito nel pezzo che conclude il nuovo album dei Flaming Lips. Brano che pare composto con un generatore automatico di canzoni dei Flaming Lips, incluso il testo psychedelic-kitsch («… Jesus and the spaceships coming down»), ma contiene un refolo di quel soffio antico che riesce a creare quella famosa sospensione dell’incredulità – perlomeno fino agli ultimi tre secondi, quando Miley torna sulla terra, tutti in studio ridacchiano e Coyne non ritiene di dover tagliare, quasi a privilegiare la situazione sulla canzone, come se alla fine la cosa più importante fosse rivendersi il tutto con le altre indie rockstar 55enni.

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