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Curioso come il metal migliore, a volte, provenga da gruppi che non lo sono.

È curioso come il metal migliore, a volte, provenga da entità che non sono formalmente metal (e che la maggioranza dei metallari nemmeno considererebbe parte di una “famiglia” oggi fin troppo prevedibile e anestetizzata, forse). Per Bruno Dorella sta diventando una specie di lieta consuetudine: con gli OvO, assieme a Stefania Pedretti, e anche con i Bachi da Pietra dell’intrigante Necroide, uscito lo scorso anno. Lasciando da parte le etichette e quindi le gabbie, rimane la musica nuda e cruda: crudissima, in questo caso. Oltre che tetra, ossessiva e squisitamente primordiale. Roba che induce a sporgersi sull’abisso, senza alcuna garanzia di esito positivo. Roba da gruppo che «nell’insuccesso si è trovato talmente bene che ha deciso di restarci, e questo è un successo. O un culto, che dir si voglia», nelle sue stesse parole.

ovo 

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