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«Comunque mi trovavo meglio con Windows XP»

Jean-Michel Jarre

Oxygene Part 17

Jean-Michel Jarre, come più o meno tutti noi, è stato acclamato, poi dileggiato, poi rivalutato. Riassumerlo per chi non ne sapesse nulla non è semplice: figlio di un notissimo musicista (Maurice Jarre) che lo abbandonò a Lione da bambino, è partito dal minimalismo elettronico e suoni di sintetizzatori eterei e piumosi per arrivare a una grandeur personale con pochi paragoni sul pianeta. Milioni di copie vendute, megaconcerti da guinness con effetti speciali in location faraoniche, legami sentimentali da copertina (Charlotte Rampling, Isabelle Adjani, Anne Parillaud) contribuiscono a confondere sul suo vero spessore artistico. Malgrado le buone frequentazioni (tutto il gotha della musica elettronica classica e leggera, da Stockhausen a Laurie Anderson, dai Tangerine Dream agli Orb) il dubbio è che il suo principale contributo, a partire da Oxygene (12 milioni di copie in tutto il mondo a partire dal 1976) sia stato quello di permettere alle genti di tutto il mondo (inclusi i cinesi, quasi quarant’anni fa) di familiarizzare con suoni elettronici futuribili eppure rassicuranti, peraltro ponendo la bandierina francese in territori musicali e geografici all’epoca non ancora inglobati dall’ingordigia anglosassone. Dopo un primo sequel vent’anni fa, in questi giorni in occasione del 40ennale Jarre ha pubblicato il terzo capitolo della saga. Come allora, la composizione è divisa in parti – e le sonorità della 17 suggeriscono che Jarre non è il solo a orbitare (intenzionalmente) attorno a un approccio di 40 anni fa, ma che tonnellate di musica EDM del nostro secolo sono figlie di questo tastierismo liscio e prudente, come se la musica più apprezzata in questi anni fosse legata a un’idea di futuro facilotta, piaciona, ma soprattutto datata – più di quanto sarebbe lecito aspettarsi dal nuovismo del digitalismo. Che Jarre oggi, pur guardando al 1976, sembri perfettamente contemporaneo è sicuramente un suo merito, ma forse è una piccola sconfitta per la musica elettronica.

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