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Deep Purple: Time For Bedlam
Il ponte fra passato remoto e passato prossimo
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I casi sono due: o i Deep Purple se ne fregano delle sorti della loro musica e del rock in generale o sono così vecchi che manco ricordano i pezzi di "Machine Head". In ogni caso, ci piace il loro elegante distacco da milionari inglesi in vacanza...

Deep Purple
Time For Bedlam

I Deep Purple si sentono dare dei vecchi rincoglioniti da così tanto tempo – Nevermind non era ancora uscito, forse – che non gliene frega più niente. Ammesso che gliene sia mai davvero fregato qualcosa… (riempire con regolarità i palazzetti e le piazze di mezzo mondo agevola non poco la terza età artistica, nel dubbio). Ian Gillan e soci trasmettono sempre un elegante distacco da milionari inglesi in vacanza, sorridenti e rilassati come se fossero incuranti delle sorti del rock’n’roll. E probabilmente lo sono: anche per questo i loro “nuovi” dischi si fanno ascoltare senza troppi rimpianti, al netto dell’ispirazione intermittente e di difettucci vari. Questo è un esercizio tradizionale del loro repertorio che, volendo, strizza un po’ l’occhio a Pictures of Home. O forse i Deep Purple sono davvero così vecchi che manco si ricordano i pezzi di Machine Head!

Angelo Mora
Angelo Mora

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