Tracce 

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Weyes Blood: Generation Why
Natalie Mering ha trovato la sua nicchia nella società dei consumi
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Talking ‘bout her g… g… generation. La canzone del giorno è di Weyes Blood, un inno alla capacità della Generazione Y di accettare la realtà.

Sopravvivremo agli anni ’10? Forse no. Lo dice Natalie Mering, ovvero Weyes Blood. Il timbro limpido da folksinger d’altri tempi e l’atmosfera impalpabile amata dalle cantanti che negli anni ’80 strizzavano l’occhio alla new age le servono per scrivere un inno alla capacità della Generazione Y di accettare la realtà. Affronteremo la catastrofe serenamente, afferma col volto illuminato dalla luce dello schermo di uno smartphone. E lo dice bene, perciò le si crede. Chiamatelo folk cosmico per l’era dell’iperconnessione, se vi va. E insomma, questa è una canzone sulla capacità di accettare il grande caos che ci circonda e «cavalcare le onde del cambiamento». Anche se in fondo resta un sentore di morte e a un certo punto Mering si trasforma chissà come in Enya e chiede perché si campi una volta sola. Ah, le ingiustizie della vita: i maledetti baby boomer ne hanno vissute tre, di esistenze, e tutte eccitanti. I millennials hanno solo questa, ed è un bidone.

Weyes Blood