The Last Shadow Puppets: Les Cactus
Una vacanza del cactus
 
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Ci sono Georges Pompidou, Valéry Giscard d’Estaing e Jacques Dutronc che...

The Last Shadow Puppets
Les Cactus

Angelo Mora
Angelo Mora

Fu il primo ministro francese Georges Pompidou a dare della «testa di cactus» a Valéry Giscard d’Estaing. Durante una seduta dell’Assemblée National disse «come canta Jacques Dutronc, qui c’è un cactus». Ok, la cosa della testa di cactus è un po’ forzata, ma la frase la disse veramente. Pompidou si riferiva a “Les cactus”, 45 giri del 1967 di Dutronc, che ora i Last Shadow Puppets rifanno a modo loro. Mmm, Alex Turner e Miles Kane ci stanno inviando un messaggio politico cifrato? In ogni caso, non gli andrà mai bene quanto è andata a Dutronc che afferma di avere venduto 400 mila copie del disco dopo la citazione di Pompidou.

Ambizione, eclettismo e un pizzico di stravaganza non hanno mai fatto difetto alla band – e ne abbiamo goduto fin dalla primissima volta. Non tutto ciò che toccano i Last Shadow Puppets diventa oro, tuttavia. Questa cover di un brano degli anni ’60 di Jacques Dutronc è tanto originale e stuzzicante, sulla carta, quanto vagamente pretenziosa, all’atto pratico. Prendiamola come un compiaciuto divertissement, tanto per rimanere in tema di francesismi (e se avete voglia di spaccare il capello, la pronuncia di Alex Turner non è certo degna della Sorbona). In fondo, stiamo ancora digerendo quel disco di Iggy Pop e rimpiangendo la bellezza di quella canzone degli Stranglers.

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