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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Tanya Tagaq: Retribution
Se si chiama throat singing un motivo ci sarà

Fare music discovery a colpi di throat singing.

Sette cose da sapere prima di ascoltare questo pezzo. 1) Tanya Tagaq è una inuit canadese, quelli che noialtri chiamiamo impropriamente eschimesi; in Canada sono all’incirca 50 mila. 2) Pratica il throat singing, una tecnica con la quale si emettono più suoni contemporaneamente; veniva usata dalla donne per intrattenersi mentre i mariti erano a caccia, è diventato un atto di resistenza culturale. 3) Epperò Tagaq non è la tipica artista world: fa musica che piace un po’ a tutti, specialmente a chi è in vena di stravaganze indie e avant pop. E infatti… 4) Ha collaborato con Björk. 5) Nei testi del suo ultimo album, che s’intitola Retribution come la canzone, canta di abusi, sessuali e climatici, e insomma dei problemi delle comunità indigene. 6) Questo brano in particolare tratta di materialismo che distrugge la Terra per il quale «la punizione sarà repentina», ma Tagaq non è come voi: è una che afferma che «se sei contro la caccia alle foche stai togliendo il cibo dalla bocca dei bambini». 7) È una forza della natura, ma non aspettatevi un bel ritornello: è più Diamanda Galas che Loreena McKennitt.

Tanya Tagaq 

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