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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Clap! Clap!: Ar-Raqis
È lui. Beh, dovrebbe esserlo. Ok, ve lo diamo al 70%. Facciamo al 50% e la chiudiamo qui?

Presente il musicista italiano dietro a “Wristband” di Paul Simon? Ecco, è tornato con un nuovo pezzo.

La notizia dell’uscita dell’album nuovo l’ha data su BBC Radio 6 Music Gilles Peterson, il padrino dell’acid jazz. L’etichetta che lo pubblica, la Black Acre, è inglese. Ma lui è italiano, si chiama Cristiano Crisci, è un musicista e produttore from Tuscany. Il suo fiuto per i campionamenti esotici ed eccitanti – o per dirla meglio, per le esplorazioni di musiche non occidentali – riemerge in questo pezzo che ti ipnotizza e ti porta da qualche parte fra Nord America e Nord Africa, fra house e world.

Non so una parola d’arabo, ma giurerei che “ar-raqis” significa “il ballerino”. Ci sta. L’album che uscirà nel 2017, A Thousand Skies, promette un bel mischione fra strumenti live e campionamenti world. Quelli bravi dicono che Crisci è un explorative producer, lui dice che dietro alla sua musica c’è vera ricerca, non appropriazione culturale. Noi che ci facciamo suggestionare dai grandi nomi lo ricordiamo dietro a Wristband di Paul Simon e ci godiamo il carattere indefinito del pezzo. Che genere è? Il bello è che c’è un nome per questa roba.

Clap! Clap! Cristiano Crisci 

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