Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

Solange: Don’t Touch My Hair
Orgoglio tricologico

Solange
Don’t Touch My Hair

Pare che sia andata così. Solange Knowles, la-sorella-di, va a sentire i Kraftwerk e le tirano addosso un lime smangiucchiato. Con gli amici beve qualcosa in un bar vicino e lì qualcuno la chiama negra, la tratta come una prostituta, le tocca i capelli. Il gesto non è solo un’insopportabile invasione della privacy. Secondo Solange, è un segno di razzismo: toccare i capelli di una donna di colore significa, più meno, violarne l’identità e permettersi di farlo perché si è bianchi. E dopo avere raccontato la cosa sul suo sito, ora la mette in musica in un pezzo prodotto tra gli altri da Dave Sitek (TV on the Radio). Il tono soul-chic quasi regale, l’eleganza e la classe sono la migliore risposta. «Non toccarmi i capelli» diventa un’affermazione di orgoglio razziale.

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