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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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God Damn: Sing This
Shampoo e balsamo, per favore

Come se non bastasse un nome che probabilmente impedirà l’invito a Buckingham Palace, il duo di Wolverhampton pubblica un videoclip intriso di sangue umano e bava canina; le scorciatoie per il successo di massa non sono la specialità dei God Damn. La loro sintesi di più o meno tutto ciò che c’era di buono nel rock duro e alternativo degli anni ’90, tuttavia, è appassionata e convincente. A prescindere dall’estetica, il suono degli inglesi non si presta all’odierna fruizione popolare: troppo sporco, pesante e ruvido (sebbene provvisto di una pregevole vena melodica). Il bello è che al gruppo e alla sua etichetta — la One Little Indian, storica entità indie londinese — sembra importare poco. Trovarsi nel posto sbagliato, al momento sbagliato, e proseguire come se nulla fosse: niente di più rock and roll, nel 2016.

God Damn 

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