Tracce 

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Baustelle: Lili Marleen
«Sorrisi is magic, sorrisi forever»
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Sembra un passo indietro, questo dei Baustelle. E nel loro caso, non è necessariamente un passo nella direzione sbagliata: questo brano — gratuito e rigorosamente escluso dal prossimo album, chissà perché — li riporta al centro del loro manifesto immaginario. Tutto quello che viene evocato, dai suoni ai conflitti alle figure di riferimento (Apollinaire, Kosma, Prévert, Bowie, Houellebecq) è parte di un tempo perduto che tuttavia non se ne va mai e contiene tutto lo struggimento dell’umanità, testimoniato ma non affrontabile. Ogni guerra, pare concludere Bianconi, è tutte le guerre, l’Isis si sovrappone alle SS, Berlino a Milano, e in fin dei conti avremo sempre Parigi. Musicalmente, tra le consuete influenze sembra emergerne una del tutto inaspettata e probabilmente casuale, ma sta di fatto che c’è una sequenza di note che sembra presa di peso da Bicycle Race dei Queen — e il proclama «Non contiene sintetizzatori digitali» ricorda quello che a lungo era stato un vanto della band di Mercury e May. Che peraltro, con Bowie registrò un pezzo piuttosto noto — però in Svizzera. Per poco il carpiato non riusciva.

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