Tracce 

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Storie 

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.
Radiohead: Burn The Witch
Più bravi che belli
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Focus sulla canzone, il marketing di contorno importa poco. Il Thom Yorke solista si defila sommerso dall’estro orchestrale di Jonny Greenwood che arrangia gli archi in maniera magistrale, rendendo una normale canzone dei Radiohead — eseguita live già dal 2006 — un piccolo gioiello. La tecnica col legno (ovvero il picchettare la corda del violino con la parte opposta al fascio dei crini dell’archetto) s’alterna a sciami maestosi che svolgono un’azione antigravitazionale, il brano fluisce volteggiando nella primavera, puntellato da una batteria ipercompressa, quasi assente. Il tono è elegiaco, sebbene strisci sempre un’angoscia subliminale. A remare contro c’è Yorke, il testo è innocuo e il suo falsetto rischia di appiattire l’ambiente sonoro, rendendo stantie intuizioni melodiche semplici e dall’efficacia disarmante.

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