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Stefano Benni e la musica

Un rapporto fecondo durato tutta una vita.

Stefano Benni e la musica
Ciao Stefano.
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Se ne è andato lo scorso 9 settembre Stefano Benni, uno dei più noti autori contemporanei. Scrittore e poeta prolifico, giocoliere della parola dall'ironia costante e dalla fantasia spigliata, Benni è stato anche un autore versatile che direttamente o indirettamente ha sempre flirtato con la musica. Proprio il suo rapporto con la musica rappresenta anzi uno degli aspetti più affascinanti e, forse, meno noti della sua produzione artistica. Dalle collaborazioni con jazzisti di fama alle musicazioni delle sue poesie da parte di gruppi folk-rock, l'opera benniana ha trovato nella dimensione sonora un terreno fertile di sperimentazione e contaminazione. La pagina dedicata alla musica sul sito ufficiale dell'autore, da questo punto di vista, è un utile vademecum.

La collaborazione storica con Paolo Damiani

Il sodalizio artistico più longevo e significativo di Stefano Benni nel campo musicale è quello con il contrabbassista e compositore Paolo Damiani, iniziato negli anni Novanta e proseguito per oltre due decenni. Damiani, direttore del conservatorio di Santa Cecilia e fondatore del festival Rumori mediterranei di Roccella Jonica, ha trovato nei testi di Benni una fonte di ispirazione per diversi progetti discografici e teatrali.

La collaborazione più celebre è Sconcerto, uno spettacolo basato sul libro Blues in Sedici del 1998, registrato dal vivo a Roccella Jonica lo stesso anno. Il progetto, pubblicato su CD dal quotidiano il manifesto nel 1999, presenta Benni come voce recitante accompagnato dal contrabbasso di Damiani e da altri musicisti.

Blues in Sedici nasce da un fatto di cronaca che aveva colpito profondamente Benni: un padre operaio che si sacrifica per salvare la vita del figlio durante una sparatoria in una sala giochi. Come racconta lo stesso autore nell'introduzione al concerto registrato a Roccella: «Una notizia che ho letto su un giornale, una notizia triste in un paese vicino alla mia città, Bologna. Un padre, un vecchio operaio disoccupato, si è sacrificato, ha salvato la vita al figlio».

A Sconcerto seguirà poi Baldanders nel 2004: undici brani letti da Stefano Benni con le musiche, fra gli altri, di Paolo Damiani e Paolo Fresu. Un'opera collettiva che testimonia la capacità di Benni di dialogare con alcuni dei più importanti musicisti jazz italiani contemporanei.

Nel 2010, al festival di Roccella, Benni e Damiani presentarono in anteprima Escort Song, un brano ironico che ritrae una escort colta e disincantata. Le musiche di Damiani furono poi incluse nell'album Pane e Tempesta, confermando la continuità di una collaborazione che ha attraversato oltre un decennio.

Sconcerto: registrazione pubblicata dal quotidiano il manifesto nel 1999.

Il progetto Misterioso dedicato a Thelonious Monk, con Umberto Petrin

Parallelamente alla collaborazione con Damiani, Benni ha sviluppato un intenso sodalizio artistico con il pianista Umberto Petrin, culminato nel progetto Misterioso, un omaggio a Thelonious Monk portato in scena per oltre quindici anni. Lo spettacolo, che ha riscosso notevole successo sia in Italia che all'estero con repliche in Europa, è stato anche pubblicato in DVD da Feltrinelli nel 2005.

Misterioso nasce dalla fascinazione di Benni per la figura del pianista afroamericano, morto nel 1982, che ha rivoluzionato il linguaggio jazzistico pagando però un prezzo personale altissimo. Come spiega Benni nell'introduzione a uno spettacolo: «Monk è un pianista nero, morto una ventina di anni fa, che ha cambiato la storia del jazz e ha avuto una vita molto difficile, piena di trionfi, ma anche di droga, di ricoveri in ospedale. Gli ultimi sette anni della sua vita, Monk ha smesso di suonare e di parlare».

Come ha scritto il giornalista Francesco Verrina su Doppio Jazz: «L’ironia, elemento distintivo della letteratura di Benni, si manifesta in un umorismo sottile e spesso corrosivo, che colpisce le ipocrisie sociali e le assurdità della vita quotidiana. Allo stesso modo, la musica di Monk, pur nella sua apparente astrattezza, è intrisa di un’ironia sottile, quasi beffarda, che emerge dalla sua personale interpretazione del bebop e dalla sua capacità di trasformare temi familiari in qualcosa di radicalmente nuovo e inaspettato. […] Entrambi gli artisti, dunque, condividono la capacità di parlare un linguaggio diretto, autentico, capace di scuotere e coinvolgere profondamente il fruitore della loro arte».

Il progetto include testi originali di Benni sulla vita di Monk, citazioni dalla biografia scritta da Laurent de Wilde e un brano da America di Allen Ginsberg. Petrin, definito dal conservatorio milanese «il pianista italiano che più ha studiato Monk», fornisce l'accompagnamento musicale che prosegue la strada della sperimentazione jazzistica monkiana.

Misterioso. Umberto Petrin con Stefano Benni.

La collaborazione Benni-Petrin si è estesa anche ad altri progetti, tra cui Dancing Paradiso del 2019, reading poetico basato sulla penultima fatica letteraria dell'autore emiliano. Il libro in versi racconta la storia di un angelo caduto che si occupa di un "bestiario umano variegato", inclusi due jazzisti, Stan il pianista e Billy il batterista. La figura del pianista Stan è direttamente ispirata a Petrin stesso, confermando l'influenza reciproca tra i due artisti.

La copertina di Dancing Paradiso, 2019.
La copertina di Dancing Paradiso, 2019.

Ahmed l'ambulante e i Modena City Ramblers

Una delle collaborazioni più celebri di Benni nel panorama musicale italiano è quella con i Modena City Ramblers, che nel 1994 musicarono la sua poesia Ahmed L'ambulante per l'album Riportando Tutto a Casa. Come raccontano gli stessi musicisti nelle note del disco: «Nel settembre del '92, aggirandoci per lo stand Rinascita della Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia, ci è capitato di leggerci ad alta voce questa poesia di Stefano Benni. Accogliendo l'invito della retrocopertina del libro [Ballate, Feltrinelli 1991], abbiamo deciso di metterla in musica».

La poesia, pubblicata originariamente nella raccolta Ballate del 1991, racconta la storia di un venditore ambulante che vende orologi alle stelle «quaranta notti al gelo sotto un portico deserto» e invoca la protezione di «Ashiwa dea della notte». Il testo affronta temi di immigrazione e razzismo con la sensibilità poetica tipica di Benni, trovando nella musica "patchanka celtica" dei Ramblers una collocazione sonora efficace.

I Modena City Ramblers fecero sentire il brano a Benni, «ricevendo la sua benedizione», come ricordano nelle note dell'album. La canzone è diventata uno dei brani più noti del gruppo emiliano e testimonia la capacità dei testi benniani di superare i confini letterari per diventare canzone popolare.

Le altre collaborazioni musicali

Non si contano le collaborazioni di Benni con altri artisti, più o meno attinenti al mondo della musica; così come non si contano i musicisti, più o meno noti, più o meno "da bar" (sotto il mare) che hanno messo in musica i suoi testi. Di seguito una breve carrellata senza pretesa di esaustività.

David Riondino, che ha collaborato con Benni sia come musicista che come attore, ha scritto con lui i testi di Elefanti e La canzone della foca per il disco Racconti picareschi del 1989.

La Canzone della foca, di Stefano Benni e David Riondino.

Nel 1991 esce il primo disco, omonimo, degli Üstmamò. Stefano Benni collabora con Giovanni Lindo Ferretti dei CCCP/CSI al testo di Filikudi.

Il gruppo belga dEUS si è ispirato a Benni per il titolo del loro terzo album In a Bar, Under the Sea del 1996, traendo spunto dalla raccolta di novelle Il bar sotto il mare.

Tra gli artisti italiani che hanno musicato testi di Benni figurano i Notturno Concertante, che nel CD Riscrivere il passato del 2002 hanno musicato Io ti amo, una delle poesie più famose dell'autore, ripetendo l'operazione nel 2003 con Ahmed l'ambulante.

Il cornista e compositore Antonio Molinini ha immaginato la colonna sonora di un incontro tra Saltatempo e Selene, personaggi dell'universo benniano, componendo Saltatempo in Love. Mirko Barbieri ha musicato diversi brani tratti dalle opere dell'autore, inclusi Prima o poi l'amore arriva, Dormi, Liù e Il lamento della gallina.

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