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Quegli artisti non troppo noti che hanno cantato per Trump

Come siamo passati da Bruce Springsteen a Christopher Macchio?

Quegli artisti non troppo noti che hanno cantato per Trump
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Lunedì 20 gennaio si è tenuta la cerimonia di insediamento di Donald J. Trump come 47° Presidente degli Stati Uniti. L’Inauguration Day, come viene chiamato negli USA, è un evento ufficiale che segna l'inizio del mandato presidenziale, ed è un momento importante nella democrazia statunitense: rappresenta la transizione pacifica del potere tra i Presidenti (dove il concetto di “pacifico” si è un po’ ammaccato dopo gli episodi del 6 gennaio 2021 di Capitol Hill) ed è un momento di forte unità nazionale.

La partecipazione di musicisti all'evento di insediamento del Presidente degli Stati Uniti è una tradizione che risale a Thomas Jefferson, il terzo presidente, nel 1801, che chiamò una banda militare per suonare durante la cerimonia. E di bande militari si parla fino al dopoguerra del secolo scorso, quando cominciarono a venire coinvolti artisti e cantanti “vicini” al Presidente entrante o la cui presenza in quel contesto aveva comunque un significato politico: a partire dalla partecipazione all’Inauguration Day nel 1961 – Presidenza Kennedy – della cantante lirica afroamericana Marian Anderson.

Se con Barak Obama, tra 2009 e 2013, la lista dei musicisti chiamati ad esibirsi assomigliava al cartellone di un Festival internazionale (Aretha Franklin, Mariah Carey, Bruce Springsteen, Bono, Beyoncé, Stevie Wonder, Shakira, Usher, John Legend, James Taylor), e con Joe Biden (2021) il livello non è cambiato di molto (Lady Gaga, Jennifer Lopez, Garth Brooks, di nuovo Bruce Springsteen, John Legend, Katy Perry, Demi Lovato, Justin Timberlake, Foo Fighters), le cose si sono fatte decisamente più “di nicchia” con Donald Trump.

Nel 2017 si parlò molto della difficoltà che il comitato inaugurale di Trump stava vivendo per trovare artisti di caratura internazionale disposti ad esibirsi. Rimediarono infine una vincitrice di America’s Got Talent, Jackie Evancho, e il coro mormone The Mormon Tabernacle Choir. A un evento collaterale furono presenti anche 3 Doors Down, Toby Keith e Lee Greenwood, con il suo classico God Bless the USA.

E proprio Lee Greenwood, con la medesima canzone, ha partecipato lunedì scorso all’insediamento di Donald Trump per il suo secondo mandato. Ecco chi è lui, e chi sono gli altri artisti reclutati per l'occasione.

Lee Greenwood

Ottantaduenne cantante country californiano, è noto soprattutto per il brano patriottico God Bless the USA del 1984, diventato un simbolo dell'"american pride" e riproposto in momenti storici come la Guerra del Golfo e dopo l'11 settembre: il video di quello che è quasi un secondo inno nazionale, così ricco di immagini retoriche e scene stereotipate, può suonare strano al gusto europeo, ma è significativo di cosa gli americani intendano per patriottismo.

Agli inizi degli anni Duemila, il perdurante successo del brano convinse Lee Greenwood a scriverne una versione alternativa per i vicini di casa: nacque così God Bless You Canada.

Con queste credenziali, la sua partecipazione alla cerimonia per l'insediamento era ampiamente attesa. Volendo fare un'improbabile forzatura per declinare il tutto in versione tricolore, è un po'come se Matterella quando si insediò a gennaio 2015 avesse chiamato ad esibirsi Toto Cutugno.

Carrie Underwood

Carrie Underwood è una cantante country-pop americana, diventata celebre dopo aver vinto la quarta edizione di American Idol nel 2005. Insieme ai Village People, è forse l’unica cantante di livello internazionale che è stata presente all’evento, in cui ha cantanto America The Beautiful nonostante qualche imprevisto tecnico (non è partita la base). Tra le sue hit: Before He Cheats, Good Girl, Jesus, Take the Wheel. È stata definita "la regina del country moderno", ha venduto oltre 70 milioni di dischi e si è esibita in eventi prestigiosi, incluso il Super Bowl e la cerimonia dei Grammy.

"Prima che tradisca" - ma non è riferito a Donald.

Christopher Macchio

Christopher Macchio è un tenore americano di origini italiane, noto per la sua voce potente e il repertorio che spazia dall’opera al pop lirico. Non è la prima volta che partecipa ad eventi istuzionali, essendo stato coinvolto nel 2020 alla Casa Bianca durante la Convention Repubblicana. Cresciuto in una famiglia di immigrati italiani, racconta che il suo primo palco fu il tavolo della cucina, dove cantava arie d’opera per intrattenere i parenti durante le feste.

Macchio durante l'esibizione all'Inauguration Day del 20 gennaio

Village People

Per la verità, della formazione originale è rimasto solo Victor Willis, "il poliziotto". Creati a tavolino dal produttore Jacques Morali e dal partner Henri Belolo, i Village People sono stati sulla cresta dell'onda principalmente tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, nel pieno dell'era della disco music. Il loro apice si colloca tra il 1978 e il 1980, quando hanno pubblicato alcuni dei loro più grandi successi, come Y.M.C.A. (1978), Macho Man (1978), In the Navy (1979), e Go West (1979).

Il gruppo ha contribuito a definire l'immaginario della disco music di quel periodo anche attraverso i personaggi interpretati da ciascuno dei componenti (oltre al poliziotto, trovavano spazio il muratore, il cowboy, il nativo americano, il biker, il marinaio), indissolubilmente legati all'estetica e alla cultura gay. Anche per questo la notizia dell'esibizione ha suscitato reazioni contrastanti, poiché la canzone è storicamente considerata un inno della comunità LGBTQ+.

Nonostante in passato il gruppo avesse chiesto a Trump di non utilizzare la loro musica durante i suoi comizi (di cui pare invece Trump sia grande fan), hanno accettato l'invito a esibirsi all'insediamento motivando la scelta con un post sui social dal sapore cerchiobottista: "La nostra canzone Y.M.C.A. è un inno globale che, si spera, aiuti a unire il paese dopo una campagna tumultuosa e divisiva in cui il nostro candidato preferito ha perso [il riferimento è a Kamala Harris, ndr]. Pertanto, crediamo che ora sia il momento di unire il paese attraverso la musica, ed è per questo che i VILLAGE PEOPLE si esibiranno in vari eventi come parte dell'Inaugurazione del 2025 di Donald J. Trump."

In un'altra intervista Willis ha riconosciuto che l'uso del loro maggior successo da parte di Trump avrebbe determinato introiti aggiuntivi di diversi milioni di dollari.

Correva l'anno 1978

Kid Rock

Kid Rock (nome reale Robert James Ritchie, nato il 17 gennaio 1971) è un cantante, rapper, e musicista USA che ha spesso mescolato nei suoi pezzi rock, hip-hop, country e musica blues. Ha raggiunto la fama alla fine degli anni '90 con l'album Devil Without a Cause (1998), che ha venduto oltre 14 milioni di copie. Il suo brano più noto è però del 2007, All Summer Long: la canzone è un mashup di altri celebri pezzi rock americani: Night Moves di Bob Seger, Sweet Home Alabama dei Lynyrd Skynyrd e Werewolves of London di Warren Zevon.

Ma più che per i suoi meriti musicali, Kid Rock è noto soprattutto per una serie di atteggiamenti piuttosto controversi, omofobi e volgari.

…e gli altri

Il parterre degli artisti coinvolti alle celebrazioni per il secondo mandato Trump non si è esaurito a questi nomi: agli eventi collaterali hanno partecipato anche il cantante country Jason Aldean, il gruppo country Rascal Flatts e Billy Ray Cyrus – anche lui artista country nonché padre della cantante pop Miley Cyrus.

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