Perchè ci piacciono le storie di plagi musicali
E no, Mariah Carey non ha copiato la sua hit di Natale.

Dopo quasi trent’anni di airplay infiniti a cavallo delle feste natalizie, All I Want for Christmas Is You per una volta fa parlare di sé fuori stagione: il tormentone per eccellenza di Mariah Carey è stato infatti oggetto di una causa legale intentata da due musicisti americani, Vince Vance e Troy Powers, i quali sostenevano che la popstar e il suo team avessero copiato la loro canzone omonima pubblicata nel 1989.
Secondo l’accusa, la hit del 1994 avrebbe «riprodotto in modo sostanziale» elementi del loro brano, dal testo alla tematica natalizia. Una battaglia legale che però si è conclusa in favore della Carey: il giudice distrettuale di New Orleans ha archiviato il caso, dichiarando che i due brani, pur condividendo lo stesso titolo e una generica atmosfera natalizia, non sono «sufficientemente simili da configurare una violazione del copyright».
La sentenza ha sottolineato come la presenza di titoli simili non possa essere indizio di violazione del diritto d'autore, e che la semplice esistenza di elementi generici – come il desiderio d’amore durante il periodo natalizio – non costituisca plagio. Inoltre, la melodia, l’armonia e la struttura ritmica delle due canzoni risultano radicalmente diverse. Fine della storia, salvo ricorsi.
La cosa notevole della vicenda, però, non è tanto la causa piuttosto fragile intentata da due semisconosciuti musicisti alla popstar milionaria – quanto il fatto che la notizia in sé abbia avuto un'esposizione mediatica notevole. Quella del plagio (dal mero sospetto alla causa legale) è una specie di genere letterario a sé stante nell'ambito sia del giornalismo che – più recentemente – tra gli influencer e i creator.
Molto ha a che vedere con noi: quali sono i meccanismi che ci attivano, o i bias cognitivi di cui siamo vittime. Il cervello umano ama fare paragoni: quando ascoltiamo due brani simili, proviamo una sorta di soddisfazione mentale nel riconoscere e identificare somiglianze o differenze. È una sorta di puzzle uditivo che ci regala il piacere della scoperta e ci stimola cognitivamente, attivando il cosiddetto reward system cerebrale, legato alla dopamina.
Le storie di plagio catturano inoltre l’attenzione di molti, perché spesso contengono elementi di conflitto, polemica o scandalo. La nostra mente è naturalmente attratta da ciò che è controverso o sensazionale, in quanto stimola la curiosità. La possibilità che un artista famoso venga “smascherato” aumenta l’interesse: la caduta di una figura di successo fa leva sulla nostra innata attrazione verso l'imprevisto o il proibito.
Le vicende che hanno a che fare con il plagio di opere "dell'ingegno" (cioè delle opere frutto di un'azione creativa e intellettuale di una o più persone) riguardano poi di solito grandi artisti o industrie potenti: siamo naturalmente interessati alle dinamiche di potere che si nascondono dietro queste storie, esattamente come avviene per il gossip.
Questo spiega la numerosità di articoli, pubblicazioni e creator che trattano di plagi, veri o supposti, oltre alla pagina Wikipedia che elenca i principali casi di plagio in musica dal 1965 al 2024.
Il sito Plagi Musicali è, ad esempio, interamente dedicato all'argomento, con un database audio molto ricco attraverso il quale rendersi conto in prima persona se davvero Ozzy Osbourne ha copiato da Madonna (solo per citare un caso). Quotidiani generalisti e magazine specializzati abbondano di articoli ispirati al format "I 10 plagi più famosi di sempre", o varianti sul tema: come in questo caso, oppure in quest'altro, e ancora qui (focus sui brani italiani), qui e qui.
Né mancano i creator che ne parlano, come Annaluisa Giansante, nota come @annalu_music, cantautrice e insegnante di canto attiva su Instagram e TikTok. Nei suoi contenuti, confronta brani musicali evidenziando somiglianze e possibili ispirazioni.
@palchi_sonoio è un altro creator attivo su TikTok che spesso parla di casi di somiglianze tra brani. In un video, ad esempio, discute della «canzone più plagiata della storia», analizzando come una particolare progressione musicale sia stata utilizzata in numerosi brani nel corso degli anni.
Se invece volete sapere quali sono gli estremi perché veramente si possa parlare di plagio in musica, questa pagina della Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI) è un buon punto di partenza.