Marylin Manson ne esce "pulito" anche questa volta
Prescrizione e insufficienza di prove fanno cadere le accuse di violenza mosse dall’ex Evan Rachel Wood.

"Abbiamo preso atto che le accuse di violenza domestica sono cadute in prescrizione e che non possiamo provare le accuse di violenza sessuale oltre ogni ragionevole dubbio", ha dichiarato il procuratore distrettuale di Los Angeles, Nathan Hochman, aggiungendo: "Riconosciamo e apprezziamo il coraggio e la resilienza delle donne che si sono fatte avanti per denunciare e condividere le loro esperienze, e le ringraziamo per la loro collaborazione e pazienza durante l'indagine."
Si chiude così, senza condanne o assoluzioni, la vicenda che ha visto contrapporsi il rocker americano Marilyn Manson, al secolo Brian Warner, e la sua ex fidanzata nel periodo 2007-2010, l’attrice Evan Rachel Wood.
Le presunte condotte abusive si sarebbero verificate tra il 2009 e il 2011; su di esse la procura di Los Angeles ha indagato per quattro anni, ma lo scorso 24 gennaio il procuratore distrettuale della contea ha appunto dichiarato prescritte le accuse di violenza domestica, e non sufficientemente comprovate le accuse di violenza sessuale.
Evan Rachel Wood parlò per la prima volta nel 2016, in un’intervista, degli abusi subiti, ma senza fare il nome di Manson. Nel 2018, durante una discussione sul Sexual Assault Survivors’ Bill of Rights al Congresso americano (la “Legge sui diritti delle persone sopravvissute alla violenza sessuale” è una legge federale degli Stati Uniti che mira a garantire una serie di diritti fondamentali alle vittime di violenza sessuale durante le indagini e il processo giudiziario) venne invitata a rilasciare la sua testimonianza. Anche in questo caso però non emerse il nome di Manson, che venne invece fatto solo tre anni più tardi attraverso un post su Instagram (il profilo IG dell’attrice è ora privato).
Nel 2022 l’attrice decise anche di realizzare un documentario per il canale americano HBO, Phoenix Rising, per far conoscere la sua storia: Wood descrisse il documentario come "catartico", un mezzo attraverso cui elaborare la sua esperienza traumatica, sottolineando che condividere la sua storia l'ha aiutata a scoprire che altre donne avevano subito simili abusi da Marylin Manson; "[è stato come] scoprire di essere uscita con un serial killer". Manson contro-denunciò Wood per diffamazione, salvo poi ritirare l'accusa e pagare 327.000 dollari per le spese legale.
Il racconto che Wood fa della sua esperienza nel documentario è estremamente crudo: parla di stupri, incluso quello subito durante le riprese del video di Heart-Shaped Glasses, umiliazioni, attacchi di ira da parte di Manson, soprusi fisici e psicologici anche legati all’origine ebraica della madre dell’attrice.
L’esperienza resa pubblica e amplificata dal documentario ha attirato alla Wood diverse minacce sui social, ma anche grande sostegno popolare. “Sostengo Evan Rachel Wood e le altre donne coraggiose che hanno testimoniato”, commentò l’attrice e attivista Rose McGowan su Twitter poco dopo che venne fatto il nome di Manson nel 2021. Nel 2017 la stessa McGowan aveva contribuito a dare il via al movimento #MeToo testimoniando apertamente contro il produttore cinematografico Harvey Weinstein (oggi in carcere dove sta scontando una pena a 16 anni per violenza sessuale).
...e le altre
Quelle di Evan Rachel Wood non sono le uniche accuse mosse a Manson per condotte simili: Esmé Bianco, nota per il suo ruolo in Game of Thrones, ha citato in giudizio Manson per violenza e aggressione sessuale. Ha dato pubblicamente il suo supporto a Wood, condividendo la sua esperienza. Dopo aver criticato le lungaggini dell’iter giudiziario, lei e il management di Manson sono arrivati poi a un accordo extra-giudiziale a gennaio del 2023 che prevedeva il ritiro delle accuse, senza esplicitare la contropartita.
Ulteriori denunce sono arrivate anche dall'ex assistente personale di Manson, Ashley Walters, e dall’attrice e modella inglese Ashley Morgan Smithline, che ha anche partecipato al documentario Phoenix Rising, salvo poi ritrattare tutto un anno dopo.
Nel 2023 Manson venne accusato di stupro da parte di Bianca Allaine Kyne, una donna di New Orleans: come nel caso di Esmé Bianco, si arrivò a una transazione extra-giudiziale evitando così il processo.
Nonostante le numerose accuse e le vicende legali collegate, ad oggi Marilyn Manson non è mai stato condannato in via definitiva per violenza sessuale.