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C'è un'altra piattaforma di streaming in arrivo

Si chiama Coda Music e cerca di avvicinare artisti e fan, anche economicamente.

C'è un'altra piattaforma di streaming in arrivo
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Attualmente, lo streaming musicale è quasi interamente dominato dal modello di distribuzione dei ricavi noto come "pro-rata". In questo sistema, tutti i guadagni derivanti da abbonamenti e pubblicità vengono raccolti in un unico grande fondo comune: l'importo totale viene poi suddiviso in base al numero di riproduzioni. Dopo che il servizio di streaming trattiene la sua quota (spesso intorno al 30%), la somma restante è ripartita tra i detentori dei diritti – case discografiche, editori musicali, ecc. – in base alla loro quota percentuale sul totale degli stream. Ad esempio, se una canzone ottiene l'1% di tutti gli ascolti, i suoi detentori dei diritti riceveranno l'1% del fondo disponibile.

Questo meccanismo crea un divario significativo tra ciò che un singolo utente ascolta e la retribuzione effettiva degli artisti da lui ascoltati: un utente che paga un abbonamento mensile per ascoltare artisti indipendenti, contribuisce comunque a finanziare le superstar globali. La maggior parte dei ricavi del suo abbonamento confluisce infatti nel piatto comune, che va a premiare i brani più popolari indipendentemente dalle sue abitudini di ascolto.

Questa dinamica, anche se possiede sicuramente una sua logica, porta inevitabilmente a una concentrazione dei ricavi su una piccola percentuale di artisti, rendendo i guadagni dello streaming irrilevanti per la stragrande maggioranza di loro.

Coda Music: un modello ibrido

Coda Music è stata lanciata ufficialmente a settembre 2025, forte di un accordo con tutte e tre le principali major discografiche (Universal, Sony, Warner) e con partner indipendenti come Merlin. La piattaforma si basa su un modello ibrido che integra due flussi di reddito per gli artisti: le tradizionali royalties "per-stream" e un programma chiamato "FanDirect", secondo cui ogni abbonato ha la possibilità di destinare un dollaro del suo canone mensile direttamente a un artista indipendente di sua scelta.

L'amministratore delegato e fondatore di Coda, Randy Fusee, ha affermato che la soluzione per retribuire equamente gli artisti non risiede nel chiedere più denaro ai fan, ma nel ripartire in modo più equo quello già in circolazione. Coda afferma di pagare già i «più alti tassi di retribuzione per stream del settore».

Inoltre, grazie al programma FanDirect, Coda Music incentiva gli artisti a sfruttare il loro rapporto diretto con i fan per attrarre nuovi utenti sulla piattaforma. In sostanza, l'artista si trasforma in un "promoter" di Coda, convertendo quel dollaro da un potenziale costo per la piattaforma a un investimento mirato per la sua crescita.

L'accoglienza del mercato e le prospettive

Coda Music ha avuto un grande sostegno dall'industria fin dal suo lancio. Oltre ad aver stretto accordi con tutte le principali major, la piattaforma è supportata da Merlin, la più grande agenzia per la musica indipendente, e questo la rende molto credibile. Artisti come Eric Clapton ed Evanescence hanno deciso di aderire e la decisione della band Xiu Xiu di lasciare Spotify per Coda a causa di "disaccordi etici" dimostra che i valori della piattaforma sono condivisi e apprezzati.

Oltre al suo modello di business, Coda Music si distingue per la filosofia di scoperta musicale, che segue il motto from the crowd, not the cloud ("dalla comunità, non dal cloud"). La piattaforma integra funzionalità social simili a Instagram, operando di fatto come un social network su cui è costruito il servizio di streaming. Gli utenti possono ad esempio pubblicare direttamente sul feed social ciò che stanno ascoltando, o personalizzare il proprio profilo per riflettere i propri gusti specifici. Questo approccio trasforma i fan in potenziali "influencer", guidando la scoperta di nuovi artisti.

Gli Xiu Xiu hanno lasciato Spotify a causa degli investimenti di Daniel Ek nell'industria bellica.
Gli Xiu Xiu hanno lasciato Spotify a causa degli investimenti di Daniel Ek nell'industria bellica.

Con un prezzo competitivo ($10.99 al mese per il piano individuale e $16.99 per quello familiare), Coda si colloca in modo deciso per attirare gli utenti. La sua strategia di espansione prevede un lancio iniziale negli Stati Uniti e in Canada, con l'estensione ai mercati europei e asiatici a partire dal 2026.

L'obiettivo di Coda di ristabilire la "classe media" degli artisti – che Randy Fusee definisce come «artisti con un numero di fan che va da 50.000 a 5 milioni. Artisti che hanno costruito un pubblico reale ma che non sono riusciti a entrare in quel top 1% che domina i ricavi dello streaming» – è ambizioso.

Anche se alcune ricerche sul modello puramente user-centric hanno mostrato che non garantisce necessariamente una redistribuzione dei ricavi a favore degli artisti di nicchia, un altro studio (del 2022) di MIDIA sulle Fan-Powered Royalties (FPR) di SoundCloud ha evidenziato che il 56% degli artisti ha ottenuto pagamenti più alti con questo modello. Per gli artisti che hanno beneficiato del cambio, i superfan (in media il 2% della loro base di ascoltatori) hanno contribuito al 42% dei guadagni.

Coda Music potrebbe insomma indicare un punto di svolta per l'industria della musica digitale. Non solo un nuovo servizio, ma un potenziale catalizzatore per un cambiamento più ampio che potrebbe spingere il settore a riconsiderare i modelli di retribuzione e il ruolo degli artisti. Se il modello "per-fan" avrà successo, potrebbe non solo creare un nuovo standard di equità, ma anche costringere i giganti dello streaming a innovare per mantenersi competitivi.

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