Salta al contenuto

La Corea del Sud ha un problema con i suoi artisti

L'ultima popstar a essere stata ritrovata senza vita è Wheesung. Ma è solo un altro nome di una serie piuttosto lunga.

La Corea del Sud ha un problema con i suoi artisti
Wheesung
| Lo leggi in 5 minuti

Chi segue il k-pop coreano ha dovuto registrare un altro lutto: lo scorso 10 marzo è stata data notizia della morte di Wheesung, artista R&B molto noto in patria, trovato privo di vita nella sua casa a Seoul all'età di 43 anni. Le autorità stanno ancora indagando, ma si sospetta un’overdose, dato il suo passato di problemi con le sostanze.

Insomnia di Wheesung – un grande successo del 2008. Il brano è una cover in coreano di un brano di Craig David di tre anni prima.

La sua scomparsa si aggiunge a quella di altre giovani star. Kim Sae-ron, attrice di 24 anni, è stata trovata morta nella sua casa il 16 febbraio 2025. La polizia ha confermato il suicidio. Conosciuta per i suoi ruoli in A Brand New Life e The Man from Nowhere, la sua carriera aveva subito un brusco stop dopo un incidente in stato di ebbrezza nel 2022, che aveva scatenato forti critiche.

Anche Moonbin, membro degli Astro, è morto il 19 aprile 2023 a 25 anni. La causa ufficiale non è stata confermata, ma si sospetta un suicidio. Aveva iniziato come attore bambino prima di entrare nel gruppo nel 2016.

La lista delle popstar coreane che si sono tolte la vita o sono morte per abuso di sostanze è tuttavia ben più lunga. Solo a citare i casi più noti degli ultimi anni:

Uno dei maggiori successi di Park Bo-ram.

Questi episodi riportano periodicamente l’attenzione sulle difficoltà che gli artisti coreani affrontano in patria soprattutto in termini di pressione sociale e salute mentale.

La potente industria dell’intrattenimento è molto competitiva e le agenzie gestiscono in modo molto pervasivo la vita dei loro talenti, con contratti che spesso limitano libertà personale e professionale. Le relazioni sentimentali sono ad esempio molto malviste: come scrive Giulia Pompili, giornalista de Il Foglio, nel suo Il lato oscuro del k-pop (Rizzoli Lizard):

Oltre alla pesa quotidiana, all’ossessione per il corpo statuario, per la pelle bianchissima e perfetta che deve sembrare seta, questa è un’altra regola non scritta del K-Pop e delle aziende d’intrattenimento, una tra le più crudeli e criticate: gli idol non devono avere relazioni. O almeno, devono fingere di non averle. […] Secondo la strategia dei manager, tutti i fan devono pensare di avere un’occasione, un’opportunità potenziale di uscire con i loro idoli, che per questo sono costretti a non avere alcun fidanzato o fidanzata.

In un'intervista al New York Times, la cantante del gruppo k-pop Blackpink, Rosé (l’avete sicuramente vista o sentita: il singolo APT realizzato in coppia con Bruno Mars ha spopolato un po’ ovunque), ha descritto quella che era la sua giornata tipo da “studentessa” in un'agenzia per artisti pop coreani:

Dovevo svegliarmi alle 9:30 del mattino, e poi andavamo nella sala da ballo che condividevamo tra noi, sette o otto ragazze. Lì facevamo lezioni di canto, danza e lingua. Le prove finivano alle 2 di notte, ma io volevo la sala tutta per me, quindi spesso rimanevo dopo l'orario previsto per continuare a esercitarmi. E così si ripeteva ogni singolo giorno.
Rosé: 28 anni e una vita nel mondo pop asiatico (ma adesso anche occidentale).
Rosé: 28 anni e una vita nel mondo pop asiatico (ma adesso anche occidentale).

La maggior parte degli artisti k-pop ha iniziato questo training per diventare popstar da minorenne: non che in Occidente manchino casi simili, ma nel caso delle star sudcoreane è davvero un fenomeno molto diffuso. In un servizio di un paio di anni fa, la rivista Nylon ha cercato di rispondere alla domanda su quando “molto giovane” non significasse “troppo giovane” per iniziare la carriera.

La cultura sudcoreana è molto severa anche per quanto riguarda l’uso delle droghe. Persino il consumo di marijuana, legale in molti paesi, è considerato un reato grave, che può portare a una condanna che va da una multa di 50 milioni di won (circa 31.000 euro) fino a cinque anni di prigione. Chi viene coinvolto in uno scandalo legato alle droghe spesso perde contratti e opportunità lavorative. Lee Sun-kyun, ad esempio, era sotto indagine al momento della sua morte.

La pressione sull’aspetto fisico è altrettanto forte, al punto che la chirurgia estetica è considerata una pratica comune non solo nel mondo dello spettacolo, ma anche tra la popolazione generale. A Seoul, quartieri come Gangnam sono famosi per l’alta concentrazione di cliniche specializzate: le operazioni più richieste includono la blefaroplastica per ottenere occhi più grandi, la rinoplastica e la riduzione della mascella per un viso più affilato. La pressione per conformarsi a standard estetici elevati è forte, soprattutto per gli idol e gli attori, che spesso si sottopongono a interventi per migliorare la propria immagine fin dall’inizio della carriera. La chirurgia è così normalizzata che viene spesso regalata ai giovani come premio per il diploma scolastico. Ne ha parlato recentemente anche il Post, citando in proposito la scrittrice francese – ma di origine coreana – Élisa Shua Dusapin, che ha partecipato al numero di The Passanger dedicato proprio alla Corea del Sud:

È una delle ragioni per cui molte coppie scelgono di avere soltanto un figlio: per poter puntare tutto sulla sua educazione, nella speranza di assicurare a lui una posizione favorevole nella società, e a loro, in futuro, una pensione migliore. Sono disposti a pagare le operazioni chirurgiche perché sanno bene che si tratta di un modo come un altro per aumentare le chance di affermazione sociale, né più né meno di come ci si trucca o ci si veste bene per un colloquio di lavoro. Un’amica mi raccontava di essersi vista rifiutare un posto di rappresentante con il pretesto che oggi la chirurgia è alla portata di ogni tasca. I potenziali capi le avevano rinfacciato i lineamenti naturali, tacciandola così, in un certo senso, di negligenza.

A proposito:

Vuoi continuare a leggere? Iscriviti, è gratis!

Registrandoti potrai accedere agli oltre 4.000 articoli dell’archivio gratuitamente, e ti iscriverai alla nostra newsletter su Substack!

Nelle ultime 24 ore si sono iscritte 3 persone!