Salta al contenuto

I Queensrÿche di nuovo in classifica, ma grazie a Cobra Kai

Vecchi brani degli anni '90 e nuove serie nostalgiche per un altro effetto Kate Bush.

I Queensrÿche di nuovo in classifica, ma grazie a Cobra Kai
I Queenrÿche nel 1990.
| Lo leggi in 3 minuti

A volte basta una scena ben costruita in una serie di successo per riportare alla ribalta un brano che sembrava destinato a rimanere un ricordo del passato. È esattamente ciò che è accaduto a Silent Lucidity dei Queensrÿche: pubblicata originariamente nel 1990, la canzone è tornata nelle classifiche di Billboard dopo essere stata inserita nell’episodio finale dell’ultima stagione di Cobra Kai su Netflix.

Estratta come singolo dall’album Empire, Silent Lucidity è da sempre considerata una delle ballad più raffinate della scena hard rock anni ’90. L’arrangiamento orchestrale curato da Michael Kamen – noto compositore americano di colonne sonore – i solo di chitarra dal sapore pinkfloydiano, la voce di Geoff Tate capace di spaziare tra registri più alti e registri più bassi, le liriche ispirate al saggio (pseudo-scientifico) Creative Dreaming sulla possibilità di controllare i sogni in uno stato di quasi-lucidità (da cui il titolo del brano) rendono il brano un'opera unica nel suo genere. Firmata da Chris DeGarmo, la canzone raggiunse all’epoca la Top 10 della Billboard Hot 100, diventando il più grande successo della band di Seattle e trainando con sé anche il resto dell’album, l’ultimo della sua carriera a sfondare davvero: l'anno successivo, nel 1991, uscì infatti Nevermind dei Nirvana e tutto cambiò molto velocemente.

Il videoclip originale del brano.

Oggi, 35 anni dopo, il brano è tornato sotto i riflettori grazie alla sua collocazione in una scena nell'episodio 12 della sesta serie di Cobra Kai, il sequel di Karate Kid (1984) ambientato anch’esso decenni dopo gli eventi originali. Dopo il passaggio da YouTube Red a Netflix, la serie è diventata un fenomeno globale, capace di conquistare tanto il pubblico più giovane quanto chi – giovane – lo era ai tempi del primo film e ricorda bene la celebre scena del "dai la cera / togli la cera". L’effetto nostalgia ha fatto il resto: nelle settimane successive alla messa in onda, Silent Lucidity ha registrato un’impennata nei download digitali, raggiungendo la terza posizione nella classifica Rock Digital Song Sales di Billboard.

Questa chart, che misura le vendite digitali delle canzoni rock negli Stati Uniti, esclude lo streaming e le vendite fisiche, concentrandosi esclusivamente sui download. Aggiornata settimanalmente, raccoglie sia brani classici che nuove uscite, premiando quindi anche quelle canzoni che, per un motivo o per l’altro, tornano a catturare l’attenzione del pubblico. Certo, gli ordini di grandezza in gioco sono parecchio diversi: la Billboard Hot 100 del 1990 era frequentata da hit single che vendevano davvero centiniaia di migliaia di copie in una settimana.

Anche in termini di streaming, tuttavia, Silent Lucidity non se la cava male: su Spotify ha oltre 93 milioni di streaming complessivi.

Non è certo la prima volta che una serie o un film di successo riesumano un vecchio classico, regalandogli una nuova vita: nel 2022 era successo, in proporzioni molto maggiori, a Running Up That Hill di Kate Bush, diventata un fenomeno virale grazie a Stranger Things, un’altra serie che ha saputo sfruttare al meglio l’effetto nostalgia di chi è cresciuto negli anni ’80.

Dai la cera, togli la cera. Ma questo era il Karate Kid originale.

A proposito:

Vuoi continuare a leggere? Iscriviti, è gratis!

Registrandoti potrai accedere agli oltre 4.000 articoli dell’archivio gratuitamente, e ti iscriverai alla nostra newsletter su Substack!

Nelle ultime 24 ore si sono iscritte 6 persone!