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È uscito un documentario che celebra Phil Collins, ma come batterista

«Non sono un cantante che suona un po' di batteria: sono più un batterista che canta un po'.»

È uscito un documentario che celebra Phil Collins, ma come batterista
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La piattaforma online Drumeo, dedicata ai batteristi e a chi vuole imparare lo strumento o perfezionarne la conoscenza, ha recentemente pubblicato il documentario Phil Collins: Drummer First, dedicata allo storico batterista dei Genesis, ma anche voce e frontman nonché autore di una fortunata carriera solista.

Il documentario, disponibile gratuitamente sul canale YouTube di Drumeo dal 18 dicembre 2024, esplora il percorso artistico di Collins, dalla sua ascesa con i Genesis fino alla sua carriera solista anch’essa di grande successo.

Nel documentario Collins si definisce prima di tutto un batterista, sottolineando l'importanza di questo ruolo nella sua identità artistica, e di conseguenza come questa sia stata messa in crisi dal peggioramento delle sue condizioni di salute. Collins ha spiegato infatti che anni di drumming hanno avuto un impatto significativo sul suo corpo, causando danni ai nervi, problemi alle mani e alle gambe, e una condizione nota come "drop foot" (piede cadente), che lo costringe a utilizzare un bastone per camminare.

La salute di Phil Collins ha infatti subito un progressivo deterioramento negli ultimi anni, influenzando inevitabilmente la sua carriera musicale. Nel 2007, Collins ha subito una lesione alla colonna vertebrale che ha segnato l'inizio dei suoi problemi di salute più gravi.

Questa lesione ha avuto un impatto significativo sulla sua mobilità e sulla sua capacità di suonare la batteria, lo strumento che lo ha portato a entrare nei Genesis nel 1970, rispondendo a un annuncio pubblicato sul settimanale britannico Melody Maker. La band, che aveva già cambiato tre batteristi nel giro di due album, stava cercando un nuovo membro dopo l'uscita di John Mayhew. La sua audizione si rivelò un successo: la combinazione della sua abilità alla batteria e della sua esperienza teatrale lo rese il candidato ideale. Collins non solo divenne il batterista della band, ma iniziò anche a cantare in alcune canzoni, come For Absent Friends dall'album Nursery Cryme (1971) e More Fool Me da Selling England by the Pound (1973).

Anche se con la band fin dal 1970, il rapporto dei fan dei Genesis con Phil Collins è stato complesso e ha subito diverse evoluzioni nel corso degli anni. Inizialmente, quando Collins assunse il ruolo di frontman dopo l'uscita di Peter Gabriel, molti fan della prima ora si mostrarono scettici. Collins stesso era consapevole di questa sfida, come dimostra la sua dichiarazione: "Non pensavo di poter fare le cose che faceva Peter Gabriel. Dissi: 'Ci proverò, ma non aspettatevi che indossi costumi!'"

Sotto la sua guida, i Genesis raggiunsero un successo commerciale senza precedenti, ampliando la loro base di fan e diventando una delle band più popolari degli anni '80. Tuttavia, questo successo mainstream portò anche a critiche da parte di alcuni fan del periodo progressive rock della band. L'album Invisible Touch del 1986, pur essendo un successo commerciale, fu considerato da alcuni come una delusione artistica, simbolo di un allontanamento dalle radici progressive del gruppo.

La carriera solista di Phil Collins è stata ancora più di successo di quella con i Genesis: se si stima che con la band inglese Collins abbia venduto oltre 100 milioni di dischi in tutto il mondo, “da solo” pare abbia superato addirittura i 150 milioni. I suoi album più noti, come Face Value (1981), No Jacket Required (1985) e …But Seriously (1989), contengono infatti grandi successi come In the Air Tonight, Against All Odds, Another Day in Paradise, Sussudio.

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