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È morto David Lynch

Il cinema, la musica, le sigarette.

È morto David Lynch
David Lynch
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«Il fumo ha rappresentato una parte importante della mia vita», diceva David Lynch a novembre dell’anno scorso a People. «Amavo l'odore e il sapore del tabacco. Mi piaceva accendere le sigarette. Per me faceva parte dell'essere un pittore e un regista». Poi aggiungeva, a proposito del suo enfisema polmonare causato dal fumo di una vita: «Oggi riesco a malapena a camminare in una stanza. È come se camminassi con un sacchetto di plastica intorno alla testa».

David Lynch è morto mercoledì 16 gennaio, a 78 anni. La notizia è stata confermata dalla famiglia con un post su Facebook: «C’è un grande vuoto nel mondo ora che non è più con noi. Ma, come avrebbe detto, guardate la ciambella e non il buco».

Anche Kyle MacLachlan, uno degli attori feticcio di Lynch (Dune, Velluto Blu, il ciclo di Twin Peaks), l’ha ricordato su Facebook con un post particolarmente commovente:

«Quarantadue anni fa, per ragioni che vanno al di là della mia comprensione, David Lynch mi ha strappato all'oscurità per recitare nel suo primo e ultimo film a grande budget [Il riferimento è a Dune, ndr]. Chiaramente vide in me qualcosa che nemmeno io riconoscevo. Devo la mia intera carriera, e la mia vita in realtà, alla sua visione. Ho visto in lui un uomo enigmatico e intuitivo, con un oceano di creatività che gli scoppiava dentro. Era in contatto con qualcosa che tutti noi avremmo voluto raggiungere.»

«La nostra amicizia è sbocciata in Blue Velvet e poi in Twin Peaks e l'ho sempre trovato la persona più autenticamente viva che avessi mai incontrato. David era in sintonia con l'universo e con la propria immaginazione a un livello che sembrava essere la migliore versione dell'umano. Non gli interessavano le risposte perché aveva capito che le domande sono la spinta che ci rende ciò che siamo. Sono il nostro respiro.»

Il post di Kyle MacLachlan che ricorda David Lynch
Il post di Kyle MacLachlan che ricorda David Lynch

Nato il 20 gennaio 1946 a Missoula, nel Montana, Lynch ha iniziato la sua carriera artistica come pittore prima di dedicarsi al cinema. Il suo primo lungometraggio, Eraserhead (1977), è diventato un film di culto, aprendo la strada a una serie di opere che hanno ridefinito i confini del cinema tradizionale. Tra i suoi lavori più celebri si annoverano The Elephant Man (1980), che ha ricevuto otto nomination agli Oscar, e Velluto blu (1986), considerato uno dei suoi capolavori.

Nel 1990, Lynch ha co-creato la serie televisiva Twin Peaks, che ha rivoluzionato il panorama televisivo con il suo mix di mistero, surrealismo e dramma. La serie ha ottenuto un seguito di culto e ha influenzato numerosi creatori negli anni successivi. Nel 2001 ha diretto Mulholland Drive, un thriller psicologico che gli è valso il premio per la miglior regia al Festival di Cannes e una nomination all'Oscar.

Oltre che regista, Lynch era anche un musicista, un pittore e un fotografo: un vero "uomo rinascimentale". Nel 2019 ha ricevuto l'Oscar alla carriera, riconoscimento del suo impatto duraturo sull'industria cinematografica.

David Lynch è stato un regista decisamente unico, in grado di ibridare generi cinematografici diversi per creare qualcosa di nuovo e immediatamente riconoscibile. Non si contano i saggi sul cinema “lynchiano”, diventato quasi una categoria a sé, né i testi dedicati al all'uomo David Lynch. Tra i più noti: Lynch on Lynch, autobiografia dello stesso regista curata dal giornalista Chris Rodley (uscito in Italia per Il Saggiatore col titolo Io vedo me stesso. La mia arte, il cinema, la vita) e David Lynch: A Retrospective, di Ian Nathan.

La musica ha sempre avuto un ruolo molto rilevante nel suo cinema, e nella sua vita. Le colonne sonore dei suoi film, spesso create in collaborazione con il musicista italoamericano Angelo Badalamenti, spaziano da atmosfere orchestrali ispirate al compositore russo amato da Lynch Shostakovich (Blue Velvet) a sonorità jazz, industrial e ambient (Strade Perdute, Twin Peaks). Come nel caso di Kyle MacLachlan, anche quello con Badalamenti (mancato a dicembre del 2022, poco più di due anni fa) sarà un sodalizio umano e artistico che durerà per tutta la vita.

Angelo Badalmenti con David Lynch
Angelo Badalmenti con David Lynch

Lynch stesso è stato un musicista, pubblicando quattro album: BlueBob (2001), Crazy Clown Time (2011), The Big Dream (2013), Thought Gang (con Angelo Badalamenti, 2018). Innumerevoli le collaborazioni con altri musicisti: Sparklehorse, Karen O, Danger Mouse, Moby, e soprattutto Trent Reznor, che curò la colonna sonora del film Strade Perdute (1997), includendo tracce come The Perfect Drug e Driver Dow.

Sedici anni dopo, nel 2013, Lynch diresse il videoclip della band di Reznor – i Nine Inch Nails – di Came Back Haunted, singolo tratto dal disco Hesitation Marks): girare video clip era un’altra delle sue numerose passioni. Due anni fa la rivista Far Out provò a elencare i migliori 10 della sua carriera, tra cui Wicked Games di Chris Isaak (il video più famoso, quella con la modella Helena Christensen, fu tuttavia girato in seguito da Herb Ritts).

Chris Isaak - Wicked Game

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