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Cosa sono i Grammy Awards, per davvero

Un momento in cui l'industria discografica celebra se stessa, sulla base delle vendite? Anche, ma non solo.

Cosa sono i Grammy Awards, per davvero
Beyoncé alla cerimonia dei Grammy Awards nel 2021
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I Grammy Awards rappresentano uno degli eventi più seguiti in ambito musicale, anche se la loro popolarità, dopo quasi settant’anni di ininterrotto servizio, comincia un po’ a calare. Istituiti nel 1959, questi premi celebrano gli artisti e gli album che si sono dimostrati più popolari e di successo nel corso dell’anno precedente: non è quindi un premio "di critica", ma è basato soprattutto sui numeri che i vari candidati si sono dimostrati in grado di fare a livello globale.

Dagli anni Sessanta ad oggi, la cerimonia di premiazione si è evoluta diventando anche uno spettacolo televisivo di grande richiamo, con frequenti performance molto ricche ed elaborate, interventi e siparietti più o meno studiati (come questo), a cui media generalisti e specializzati – dal New York Times ai blog di musica e spettacolo – dedicano grande spazio.

Un Oscar per la musica

I Grammy Awards sono stati ideati alla fine degli anni '50 dalla Recording Academy (all'epoca conosciuta come National Academy of Recording Arts and Sciences, NARAS), l'organizzazione americana che si occupa di promuovere e supportare i professionisti dell’industria musicale. L'idea nacque da un gruppo di dirigenti di varie case discografiche, produttori e artisti, che volevano creare un premio prestigioso per la musica simile a quello che sono gli Oscar per il cinema o i Tony Awards per il teatro.

La prima cerimonia dei Grammy Awards si tenne il 4 maggio 1959, con premi assegnati per il 1958.

Come vengono decise le nomination?

Il processo di selezione delle nomination per i Grammy Awards è un procedimento complesso che coinvolge diversi passaggi e figure dell'industria musicale. Ecco come vengono generalmente decise le nomination:

  • Le case discografiche presentano dischi, canzoni e artisti per le varie categorie
  • Le candidature devono rispettare specifici criteri di eleggibilità, come il periodo di pubblicazione delle opere. Ad esempio per l'edizione 2025, le opere musicali dovevano essere state pubblicate tra il 16 settembre 2023 e il 30 agosto 2024 per poter essere considerate.
  • I membri votanti della Recording Academy, composti da musicisti, produttori, ingegneri del suono e altri professionisti del settore, esprimono i loro voti nelle categorie di loro competenza. Questo voto iniziale determina una prima lista di potenziali nominati. Negli ultimi anni c'è stata una crescente attenzione alla diversità e all'inclusione nelle nomination, con sforzi per garantire una rappresentazione più equa di artisti femminili e di colore nelle categorie principali.
  • In alcune categorie, dei comitati specializzati rivedono i risultati del voto per garantire l'integrità del processo e la rilevanza delle nomination.
  • Le nomination finali vengono annunciate ufficialmente. Per i Grammy 2025, le nomination sono state annunciate attraverso un evento online in diretta, con la partecipazione di diversi artisti tra cui Billie Joe Armstrong, Kirk Franklin, Kylie Minogue, Victoria Monét, Mark Ronson e Hayley Williams: anche l’annuncio dell’evento è un evento in sé.

Quali sono le categorie premiate?

I Grammy coprono un'ampia gamma di generi e aspetti tecnici della produzione musicale, con oltre 80 categorie. Al di là di quelle più note e importanti, come “Album dell’anno”, “Canzone dell’anno”, “Miglior artista esordiente” e tante altre, alcune sono molto peculiari: ad esempio la categoria “Package, Notes, & Historical” considera elementi come il package o le note di copertina; la categoria “Best surround Sound Album” premia gli album che offrono la migliore esperienza di audio immersiva.

Come la Recording Academy si è dimostrata prolifica negli anni a inventare nuove categorie, altrettanto si è spesa per cercare di mantenerle entro un numero complessivo ragionevole, eliminando quelle di volta in volta considerate meno significative: nel 2012 si è passato da 109 categorie a “sole” 78.

Tanta America, ma non solo America

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare guardando tanto alle nomination quanto agli artisti premiati, i Grammy Awards non sono riservati esclusivamente agli artisti americani. Anche se l'evento è organizzato da un ente americano, si celebra negli USA e il palma res USA è di gran lunga quello più ricco e importante, è aperto a musicisti di tutto il mondo: l'unico requisito fondamentale è che la musica candidata sia stata pubblicata negli Stati Uniti o resa disponibile sul mercato americano durante il periodo di eleggibilità. Questo significa che anche artisti internazionali possono essere nominati e vincere, purché abbiano avuto una distribuzione ufficiale negli USA.

I Daft Punk ritirano il loro premio nella categoria Album dell'Anno, nel 2014

Molti artisti non americani hanno vinto Grammy in passato, come i britannici Adele, Coldplay e Ed Sheeran, gli italiani Domenico Modugno, che vinse con "Nel blu dipinto di blu (Volare)", i Måneskin e Ennio Morricone, i canadesi Drake e The Weeknd, i francesi Daft Punk e tanti altri. Esistono anche categorie specifiche, come il Best Global Music Album, che premia musica di artisti di diverse nazionalità.

Un palcoscenico per le proteste

Com’è tradizione anche in altri eventi di premiazione, l’artista che vince il Grammy in una categoria fa di solito un breve discorso di ringraziamento. La popolarità di cui godono ancora i Grammy rende quel breve momento un'occasione unica di visibilità: molti artisti ne hanno approfittato per lanciare messaggi di di sensibilizzazione o di protesta – a volte politica, a volte contro la stessa industria discografica – in grado di raggiungere milioni di persone, tra diretta televisiva e riproposizioni sui social.

Solo per rimanere agli ultimi anni, nel 2017 Adele vinse nella categoria Album of the Year con 25 battendo Beyoncé e il suo acclamato Lemonade. Nel suo discorso, Adele dichiarò che Beyoncé avrebbe meritato di vincere, denunciando implicitamente la mancata valorizzazione della musica nera.

Nel 2018, Janelle Monáe, in piena epoca #metoo, protestò contro le molestie e le disuguaglianze sul posto di lavoro nell'industria musicale a cui sarebbero state soggette le donne.

Nell'edizione 2021, Lil Baby si esibì con The Bigger Picture facendo una dichiarazione molto dura contro la brutalità della polizia in particolare contro i neri.

Nel 2022 il presidente ucraino Volodymyr Zelensky comparse in collegamento rivolgendosi al pubblico dei Grammy con un videomessaggio, appellandosi a tutti gli spettatori affinché sostenessero il suo paese nella guerra contro gli invasori russi.

Durante l'edizione 2024 dei Grammy, Annie Lennox è diventata la prima artista a chiedere pubblicamente un cessate il fuoco a Gaza. Nello stesso anno, nel ricevere il Dr. Dre Global Impact Award, Jay-Z ha criticato apertamente l'accademia dei Grammy per aver ignorato artisti neri di talento, inclusa sua moglie Beyoncé, nelle principali categorie.

Chappell Roan, vincitrice del premio come Miglior Nuova Artista ai Grammy Awards 2025, ha tenuto quello che è stato probabilmente il discorso più condiviso e celebrato di questa edizione, chiedendo che le case discografiche e l'industria musicale forniscano un salario dignitoso e l'assistenza sanitaria agli artisti, in particolare a quelli emergenti.

Chappel Roan vince il premio nella categoria Best New Artist e nel discorso di ringraziamento attacca l'industria musicale

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