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Cosa avete letto di più, questo inverno

Vi piacciono le classifiche? Siamo in due. Anzi, in tanti.

Cosa avete letto di più, questo inverno
| Lo leggi in 4 minuti

Con l'equinozio di primavera (cioè il momento in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata su tutto il globo; oppure, se preferite, un disco abbastanza strambo di John Hassel, di cui Brian Eno ha curato la ristampa uscita qualche anno fa), l'inverno viene dichiarato ufficialmente concluso e il mondo si apre alla primavera. Quale momento migliore per tirare le somme della stagione fredda?

Nei mesi appena trascorsi – o più precisamente dal 21 dicembre al 20 marzo, come da convenzione – molti di voi hanno consultato le nostre pagine. Abbiamo analizzato i dati di traffico per individuare i contenuti che hanno attirato più attenzione, settimana dopo settimana. Il risultato è una classifica degli articoli più letti dell’inverno: un piccolo termometro di ciò che ha interessato maggiormente la nostra community di umani in questa fase dell’anno.

10. Guida a Eric Clapton in 10 dischi

L'articolo è uscito appena ieri, ma già si è piazzato in classifica: siete degli amanti di Slowhand, poco da fare. Ma al di là del nome importante di Eric Clapton, c'è da dire che il format delle Guide funziona sempre molto bene. Oppure a funzionare bene è Eddy Cilìa, o tutte queste cose insieme. Si può leggere qui.

9. Ultravox! mon amour

Non solo chitarristi inglesi amanti del blues, ma anche raffinati new wavers – sempre inglesi – dalla vita artistica e personale tormentata. Qui li raccontiamo nella loro prima incarnazione, probabilmente la migliore, quando a guidarli c’era un certo John Foxx.

8. Le migliori classifiche dei migliori album del 2024

La voglia di classifiche è sempre grande (da cui anche questo stesso articolo, ovviamente), così come quella di illudersi di poter avere ragione delle centinaia (migliaia?) di dischi pubblicati in un anno mettendoli in fila, scremandoli, filtrandoli. Tutto inutile, lo sappiamo: impossibile dare ordine al caos delle uscite discografiche. Facendocene una ragione, in questo articolo abbiamo raccolto la bellezza di 60 classifiche stilate da altri magazine, perché possiate trovare quella che vi perplime di meno.

7. Perché lasciare Spotify non aiuterà i musicisti indipendenti

Quello tra Spotify e i musicisti è un rapporto complicato: negli ultimi mesi abbiamo cercato di raccontarlo in varie occasioni, ma forse chi l'ha spiegato meglio è Carré Kwong Callaway, a.k.a. Queen Kwong. L'artista americana (cantante, autrice, musicista, performer) ha scritto questo articolo originariamente comparso in inglese sulla sua newsletter Historical Hysteria, poi tradotto e pubblicato qui su Humans vs Robots.

6. Là fuori, l’America: gli U2 di The Joshua Tree

Il buon successo di questo articolo è sicuramente legato a un nome molto amato (U2) stampato sulla cover di un disco amato probabilmente ancora di più (The Joshua Tree): sì, ci piace vincere facile. Ma fino a un certo punto, visto che il pezzo appartiene alla serie Reloaded, serie nata un po'per scommessa sull'onda di una domanda: cosa succederebbe se ripubblicassimo (grandi) articoli già usciti diversi anni fa altrove (Il Mucchio, in questo caso)?

Detto in altri termini: se i dischi possono venire ripubblicati, perché gli articoli no?

5. Guida alla new wave (dal '77 all'80) in 10 dischi

Come detto qualche riga più in su: il format della guida piace; l'idea che seguendo un preciso vademecum in 10 agili passaggi si possa fare nostra una scena musicale, un decennio, un artista… solletica molto, alletta, ingolosisce. E allora eccoli qui, questi 10 dischi essenziali per appassionarvi della new wave migliore – quella degli ultimi tre anni dei Settanta.

4. Broken English, la ballata di Lady Marianne

La morte di Marianne Faithfull il 30 gennaio 2025 ha stimolato un grosso quantitativo di traffico su tutto il web. Nulla di più facile che questo articolo sul capolavoro della Faithfull, Broken English, ne abbia intercettato un bel po'. Il pezzo è stato scritto quasi 5 anni fa, ma come si diceva sopra: gli articoli che non sono strettamente all'attualità possono anche permettersi il lusso di non invecchiare (quasi) mai.

3. Lucio Corsi (feat. Miu Tanii): La Bocca della Verità

A proposito di traffico ingenerato da eventi eccezionali: questa recensione di uno dei migliori brani del cantautore toscano era uscita ad aprile 2023, ma ora ha intercettato e continua a intercettare le ricerche compulsive di chi ha scoperto Lucio Corsi grazie al Festival di Sanremo, per cui eccolo qui.

2. Peace: il disco dei Cult che visse due volte senza mai uscire davvero

Questo è un caso in cui il disco è notevole, notevolissimo: ma la storia che vi sta attorno lo è ancora di più. Dall'introduzione: «Peace, il successore di Love, non ha mai visto la luce e le ripercussioni sono gravate a lungo sul resto della carriera della band di Ian Astbury e Billy Duffy. Ribattezzato Electric dopo l’aggressiva cura dimagrante prescritta da Rick Rubin e riemerso nella veste originale grazie a internet, lascia aperto il campo alle inevitabili speculazioni del senno di poi». Di cure dimagranti e scelte dolorose potete leggerne qui.

1. All'incrocio tra politica, musica ed editoria: intervista a Stefano Isidoro Bianchi

L'intervista al fondatore, direttore e gran regista di Blow Up, la storica rivista di «rock e altre contaminazioni» che proprio quest'anno spegne 30 candeline, è l'articolo che avete letto di più quest'inverno: sarà che Stefano Isidoro Bianchi è uomo di buon eloquio, sarà che si è parlato di temi difficili e complessi, sarà che per una volta abbiamo esulato dal mero ambito musicale, ma l'interesse che ha suscitato questo dialogo è notevole.

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