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Bono sta facendo una serie di interviste che fanno discutere

Soprattutto per le sue considerazioni politiche, che spaziano dagli USA al Canada a Israele.

Bono sta facendo una serie di interviste che fanno discutere
Un uomo che ha affascinato milioni di americani influenzando il voto delle ultime presidenziali, e Bono.
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«C’è un solo vero Boss in America»

Durante un'apparizione lo scorso 27 maggio al Jimmy Kimmel Live! (storico talk show televisivo statunitense di tipo late-night, trasmesso in prima serata sulla rete ABC e condotto – appunto – dal comico e presentatore Jimmy Kimmel), Bono Vox, frontman e cantante degli U2, ha preso posizione nella disputa tra Bruce Springsteen e Donald Trump, dicendo con ironia: «C’è un solo vero Boss in America!». Nella stessa intervista ha rimandato al mittente le accuse del presidente americano, che rispondendo proprio a Springsteen lo aveva accusato, assieme agli stessi U2, a Beyoncé, e a Oprah Winfrey, di aver ricevuto compensi illeciti per sostenere la campagna presidenziale di Kamala Harris nel 2024.

Il post di Trump sul suo social, in cui se la prende con Springsteen, Bono e gli altri, minacciando "grosse indagini".
Il post di Trump sul suo social, in cui se la prende con Springsteen, Bono e gli altri, minacciando "grosse indagini".

Bono ha negato categoricamente tali affermazioni, dichiarando:

Né gli U2 né io non abbiamo mai ricevuto compensi né abbiamo mai suonato per sostenere alcun candidato di qualsiasi partito. Non è mai successo.

Ha inoltre ironizzato sul nome della piattaforma social di Trump, Truth Social, definendola «piuttosto antisociale e non molto veritiera».

A proposito di Elon Musk e del taglio degli aiuti umanitari

In un recente episodio del podcast The Joe Rogan Experience (uno dei podcast più ascoltati e influenti al mondo, spesso criticato per fungere da palcoscenico per complottisti e propalatori di fake news) Bono ha criticato duramente i tagli ai finanziamenti dell'USAID (acronimo di United States Agency for International Development, ovvero l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale: è l’ente governativo che gestisce gran parte degli aiuti esteri civili forniti dagli Stati Uniti a paesi in via di sviluppo), attribuendone la responsabilità all'influenza di Elon Musk sul Dipartimento per l'efficienza governativa (Department of Government Efficiency – DOGE). Ha affermato che tali tagli hanno causato oltre 300.000 morti, principalmente tra i bambini, a causa dell'interruzione nella distribuzione di cibo, acqua e assistenza medica.

Bono ha detto a Rogan di comprendere “l’istinto” di rimpicciolire la grande macchina statale, ma anche che simili decisioni hanno conseguenze reali e devastanti. «Scegliere quale bambino staccare dalle flebo… non so se "malvagio" sia una parola troppo forte, ma quello che sappiamo del male puro è che gioisce della morte, dello spreco di vita umana, soprattutto di quella dei bambini» ha affermato Bono, mentre Rogan annuiva in silenzio. «Ne gioisce davvero. E che sia incompetenza o che siano conseguenze non previste, non è ancora troppo tardi». Il frontman degli U2 ha poi rivelato di aver portato personalmente la questione all'attenzione del segretario di Stato – e attuale responsabile ad interim di USAID – Marco Rubio, il quale sarebbe ancora «convinto che non stia morendo nessuno», nonostante tutte le prove dimostrino il contrario.

«La cosa ironica è che, nonostante Elon Musk abbia proposto tutte queste riforme e il comitato DOGE abbia avanzato tutti questi piani, in realtà non hanno tagliato nulla a livello di bilancio», ha concesso Joe Rogan. E in effetti un’inchiesta del Financial Times ha confermato questa contraddizione: il DOGE è ancora lontanissimo dall'obiettivo di tagliare 2 trilioni di dollari dal bilancio pubblico americano, se è vero che i tagli fin qui realizzati sono inferiori a 170 miliardi.

La lunga chiacchierata di Joe Rogan con Bono.

A proposito di Gaza e Israele

Durante la cerimonia degli Ivor Novello Awards (tra i più prestigiosi premi musicali del Regno Unito) a Londra, Bono ha anche lanciato un appello per la fine del conflitto a Gaza, criticando sia Hamas che il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu. Ha infatti dichiarato: «Hamas, rilasciate gli ostaggi, fermate la guerra. Israele, liberatevi da Benjamin Netanyahu e dai fondamentalisti di destra che distorcono i vostri testi sacri».

Canada e Ucraina

Tra le esternazioni di Bono non potevano mancare gli altri due temi caldi del momento. Nel corso di un'intervista con Global News, Bono ha elogiato il Canada per aver evitato l'elezione di leader populisti, affermando che il mondo è “in soggezione” per la scelta di competenza e leadership riflessiva da parte dei canadesi. Ha sottolineato l'importanza di tale approccio in un'epoca in cui il populismo è in ascesa a livello globale.

Durante il Festival di Cannes ha invece ribadito il suo supporto alla causa ucraina, dicendo di pensarla come Sean Penn in proposito e aggiungendo: «Slava Ukraini! Gloria all’Ucraina».

Un nuovo disco e il documentario

Perché tutte queste interviste? L'attivismo di Bono e degli U2 non è una novità, ma la necessità è anche quella di mantenere alta l'attenzione sulla band, sia per un nuovo disco in arrivo – pare nel 2026 –, sia per sfruttare l'occasione del documentario Bono & The Edge: A Sort of Homecoming with Dave Letterman, prodotto da Disney+ e diretto da Morgan Neville.

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