New Music

Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

Tracce

... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

Storie

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Autori

Chi siamo

Cerca...

Il carpe diem di Beth Gibbons, le pastiglie al neon dei Cage the Elephant, la resilienza dei Front Line Assembly

Settimana 7 – con Beth Gibbons, Cage the Elephant, Front Line Assembly, Hulder, Boeckner, Frail Body, Any Other, Caligula's Horse, Yungblud, Bad Omens & Poppy.

Rughe d’espressione

Perfettamente a metà tra i Portishead e l’esperienza con Rustin Man, Beth Gibbons si conferma maestra nel cogliere i propri, intimi attimi, anche da solista. Cosa che vale, con le dovute differenze, pure per tutta un’altra serie di attesi ritorni, che non deludono. I Cage the Elephant cantano di quanto è stupido cadere più volte nello stesso errore, ma se di ripetersi si tratta, nel loro caso, ben venga la classe con cui sanno costruire un alt rock malinconico di questo livello. Mentre i Front Line Assembly ribadiscono che l’electro-industrial può avere varie sfaccettature, soprattutto se composto, mixato e masterizzato da gente con quasi quarant’anni di esperienza sul groppone.

Apprezzabili come back anche lato metal. La sacerdotessa black Marz riporta il suo progetto Hulder in un Medioevo scandinavo, ripartendo da dove i Satyricon avevano lasciato. I Frail Body risvegliano il gigante dormiente del post-hardcore screamo tristo-depressone. I Caligula’s Horse cavalcano dall’Australia sin qui in groppa al loro progressive etereo ed emotivamente travagliato. I Bad Omens sfruttano le grazie di Poppy e il talento della produzione di Noah Sebastian per spaventarci con robotiche vibrazioni al limite della distopia.

Un plauso, inoltre, alla nostra Adele Nigro, che a dieci anni dall’esordio degli Any Other continua a cesellare gustosissimo artigianato indie, al giovane cantautore inglese Dominic Harrison (a.k.a. Yungblud), che mischia Beatles e Sonic Youth come fosse la cosa più normale di questo mondo, e a Dan Boeckner, che dopo le esperienze con Handsome Furs e Wolf Parade, esordisce da solista dando di nuovo il meglio di sé.

Siamo su Substack! Iscriviti per ricevere la newsletter e sapere quando pubblichiamo nuovi contenuti!