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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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I Mariposa a Sanremo, Lindemann in Spagna, le Sleater-Kinney con Roe e contro Wade

Settimana 7 – con Sleater-Kinney, The Smile, Mariposa, Till Lindemann, Helado Negro, Sylvaine, Telehealth, Jordsjuk, Amalfitano, Hiraes

Eleganza post-grunge

A Sanremo l’importante è esserci, anche se non ci sei. E allora se Fiorella Mannoia si presenta con una canzone intitolata Mariposa, i Mariposa non potevano fare a meno di rispondere «Specchio riflesso!» con un pezzo intitolato Fiorella Mannoia. Severo, ma giusto. Sanremo, dove – visti gli outfit e i makeup che hanno calcato il palco dell’Ariston a questo giro – avrebbe fatto la sua porchissima figura (magari nella serata dedicata alle cover) il Till Lindemann vestito da pagliaccio triste che riporta in auge una vecchia hit dei rocker iberici Héroes del Silencio. Sanremo, dove avremmo voluto vedere vincere il nuovo protégée di Francesco Bianconi, Gabriele Mencacci Amalfitano. Troppo seria e invisa al papato per i lidi nostrani, invece, la questione (parliamo dell’aborto) scelta dalle Sleater-Kinney per il singolo che introduce il loro undicesimo album.

Ma lasciamo la Liguria per il profondo Nord e passiamo a tutt’altro, tipo il black metal. Ecco i Jordsjuk, neonato gruppo formato da membri di band minori norvegesi, che ci prende a schiaffoni per riportarci sulla Terra dopo la sbronza del dopo-Festival. O gli Hiraes (nomen omen), tedesconi con una cantante pucciosissima che il black scandinavo lo rileggono in chiave sympho-swedish-death. O la dolce Kathrine Shepard (a.k.a. Sylvaine) che ci sussurra tutta la potenza della natura più o meno incontaminata.

I tasselli rimanenti prendono la forma del songwriting raffinatissimo di Helado Negro, dei Devo-sissimi Telehealth e delle ipnosi autoindotte degli Smile, ormai ben più che una bizza parallela di un paio dei membri dei Radiohead.

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