Isabelle Adjani che intervista il vampiro Peter Murphy, mentre Lola Young okkupa una lavanderia a gettoni
Settimana 5 – con Lola Young, Kid Yugi, Jonathan Hultén, Hyper Gal, Symbol Soup, Ty Segall, Bill Ryder Jones, Bad Nerves, Sons of Viljems, Isabelle Adjani, Peter Murphy & Pascal Obispo.

Un album ogni quarant'anni. La carbon print di Isabelle Adjani sull'industria musicale non è certo pesante. D'altronde, di mestiere fa l'attrice. Sarà per quello che anche a questo giro riesce a circondarsi di amici presi dal mucchio dello stardom per metter su duetti non da poco. Qui tocca all'ormai stancamente maledettissimo leader dei Bauhaus e a modo suo è, contro ogni pronostico, una ventata di freschezza.
Continua invece in sempre più convincente solitaria il processo di crescita di Lola Young, ragazzina prodigio con tutti i fari d'Oltremanica puntati addosso, che per ripicca contamina il suo pop con un moderno garage rock senza perdere un grammo di incisività. Certo, niente a che vedere con le sgasate senza cintura dei Bad Nerves, con i ruvidi riff circolari di Ty Segall o le contaminazioni pesantemente noise delle giapponesi Hyper Gal – ma ricordiamoci che la Lola partiva comunque da qualcosa che potremmo chiamare Adele-pop.
C'è poi sufficientemente tempo per rilassarsi con atmosfere acustiche, questa settimana. Bill Ryder Jones si prende una pausa dai Coral e sforna una pepita che scalda il cuore, Michael Rea (a.k.a. Symbol Soup) maneggia armonie e fraseggi d'altri tempi, mentre Jonathan Hultén, lontano dai Tribulation, si conferma menestrello proveniente da un'altra dimensione.
Il resto è occupato dal nostro Kid Yugi ("kid" di nome e di fatto) il cui rap diventa a ogni uscita più adulto, e dai Sons of Viljems, duo (ma in realtà progetto collettivo in continua evoluzione) italo-sloveno di base a Londra, la cui produzione può esistere solo al di fuori di qualunque etichetta di genere.