Le mille maschere di Tyler the Creator, le mille stelle di Emma Nolde, i mille anni sulla breccia dei Fuzztones
Settimana 41 – con Tyler the Creator, The Fuzztones, Emma Nolde, Greet Death, Black Doldrums, Venamoris, Sorry, This Eternal Decay, The Gentle Spring, Sinezamia.

Nuovo album, nuovo travestimento. Novello Arturo Brachetti d'oltreoceano, Tyler the Creator diventa a questo giro St. Chroma, un personaggio mascherato e con un particolarissimo taglio di capelli basato sul racconto La cabina mágica di Norton Juster. Nuova musica, anche: allo stesso tempo sperimentale e accattivante, come da sempre ci ha abituato. Non hanno bisogno di costumi invece (anche se con approcci agli antipodi) Emma Nolde, che continua – alzando costantemente il livello della qualità – il suo viaggio verso un mainstream pop mai come in questo caso inteso in senso positivo, e i Fuzztones di Rudi Protrudi, riconoscibili nei secoli dei secoli fin dal primo riff distorto e sudaticcio.
Procediamo poi rigorosamente per coppie. Kevin Gibbard e Sophie Landers sono i Black Doldrums: lievi e nebbiosi, gotici e vibranti. Michael Hiscock ed Émilie Guillaumot si fanno chiamare Gentle Spring: lievi, impalpabili e seducenti. Asha Lorenz e Louis O'Bryen rappresentano la colonna portante dei Sorry, che si confermano una delle band più interessanti di questi anni '20. Paula e Dave Lombardo non hanno bisogni di presentazioni: tornano direttamente dal focolare domestico con il progetto Venamoris e dimostrano che fare un disco insieme non è niente male, come terapia familiare.
Il resto va dalla dark wave macchiata di slow core dei Greet Death, a quella macchiata di electro dei This Eternal Decay, passando per la cocciutaggine dei Sinezamia di Marco Grazzi, uno che se si fosse chiamato Pelù di cognome staremmo qui a raccontare tutta un'altra storia.